Caso questionario prof di sinistra: il Ministero indaga e arriva la condanna dei sindacati

Polemiche sull'iniziativa di Azione Studentesca. Frassinetti avvia verifiche, le opposizioni gridano alla schedatura politica dei docenti.

29 gennaio 2026 15:00
Caso questionario prof di sinistra: il Ministero indaga e arriva la condanna dei sindacati - Azione Studentesca
Azione Studentesca
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Un manifesto a Pordenone lancia un questionario sui prof di sinistra. Il Ministero dell'Istruzione avvia accertamenti sull'azione degli studenti, mentre sindacati e partiti condannano l'accaduto parlando di liste di proscrizione e clima intimidatorio nelle scuole italiane.

Le origini della polemica e la difesa di Azione Studentesca

La miccia che ha acceso il dibattito nazionale è stata innescata in un liceo di Pordenone, dove è apparso un manifesto contenente un codice QR. Il link rimandava a un modulo online, diffuso da Azione Studentesca, mirato a raccogliere segnalazioni su presunti casi di "propaganda" in aula. Nello specifico, il sondaggio invitava gli alunni a raccontare episodi riguardanti professori di sinistra intenti a fare proselitismo durante l'orario scolastico. L'iniziativa, lungi dall'essere un caso isolato, sembra essere stata replicata in diversi istituti della penisola, sollevando un polverone mediatico immediato.

Di fronte alle accuse di aver ideato un sistema di delazione, il movimento giovanile legato a Fratelli d'Italia ha respinto fermamente ogni addebito. Secondo i rappresentanti studenteschi, l'obiettivo non è mai stato quello di compilare liste nere: il presidente Riccardo Ponzio ha infatti specificato che il form richiedeva la descrizione di "atti di propaganda" e non l'inserimento dei nominativi dei docenti. La linea difensiva del movimento punta sul diritto degli studenti a un'istruzione imparziale, distinguendo nettamente la libertà di insegnamento dalla presunta "libertà di indottrinare", accusando i critici di malafede nel voler censurare una legittima indagine sullo stato dell'istruzione.

Questionario prof di sinistra: la posizione del Ministero

La risposta istituzionale non si è fatta attendere. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito si è attivato per fare chiarezza sulla natura dell'operazione. Il sottosegretario Paola Frassinetti ha confermato l'avvio di un'istruttoria preliminare, i cui primi esiti sembrerebbero ridimensionare l'allarme "schedatura". Stando alle dichiarazioni governative, si tratterebbe di un'iniziativa autonoma e anonima, priva quindi degli elementi tecnici per essere definita una lista di proscrizione.

Frassinetti ha inoltre contestualizzato l'accaduto, ricordando come sondaggi simili, seppur di segno opposto o promossi da altre sensibilità politiche, siano già emersi in passato nel panorama scolastico italiano. Una lettura, questa, condivisa da Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, il quale ha difeso il diritto dei ragazzi a denunciare comportamenti scorretti in classe, criticando l'atteggiamento dell'opposizione volto, a suo dire, a "tappare la bocca" agli studenti.

Le reazioni di opposizioni e sindacati: timori di schedature

Nonostante le rassicurazioni, il fronte delle opposizioni e delle parti sociali rimane compatto nella condanna. Il Partito Democratico, per voce della segretaria Elly Schlein, ha bollato l'iniziativa come incompatibile con una democrazia liberale, evocando spettri di regimi autoritari e chiedendo l'intervento diretto della premier Meloni. Sulla stessa linea il M5S e Alleanza Verdi Sinistra, che hanno preannunciato interrogazioni parlamentari rivolte al Ministro Giuseppe Valditara, chiedendo di tutelare il pluralismo insito nella scuola pubblica, motore di emancipazione che accoglie docenti di ogni orientamento.

Durissima la presa di posizione del mondo sindacale. L'Associazione Nazionale Presidi (ANP), tramite il presidente Antonello Giannelli, ha definito "inaccettabile" qualsiasi logica di controllo ideologico sui lavoratori. Anche la Flc Cgil è intervenuta con una lettera formale al Ministro, esigendo una condanna netta del clima di sospetto generato dal questionario sui prof di sinistra. Per i sindacati, la priorità resta la salvaguardia dei valori costituzionali e della libertà di pensiero, elementi che verrebbero minacciati da pratiche percepite come intimidatorie verso il corpo docente.

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