Cefalea digitale negli adolescenti: come riconoscere i sintomi
La cefalea digitale colpisce un adolescente su sette e i pediatri spiegano perché troppo tempo davanti agli schermi fa male alla testa.
Ore su TikTok, il collo curvo sullo smartphone fino a notte fonda: per molti ragazzi è un'abitudine che costa. La cefalea digitale è un mal di testa legato all'uso prolungato dei dispositivi e oggi riguarda fino a un giovane su sette. I pediatri lanciano l'allarme. Affaticamento visivo, sonno disturbato e postura sbagliata si sommano e colpiscono la testa dei più piccoli.
Cefalea digitale: di cosa parliamo?
Il tema è emerso all'81° Congresso italiano di pediatria. La cefalea digitale è una forma di mal di testa legata all'uso prolungato di dispositivi elettronici. A scatenarla è un mix di fattori: affaticamento degli occhi, cattiva postura, alterazione del ritmo sonno-veglia e stress mentale. Per la Società italiana di pediatria il mal di testa è tra le cause più frequenti di visita e tocca fino al 15% dei bambini e dei ragazzi in età scolare.
Cosa dicono gli studi
Una revisione pubblicata sulla rivista Headache ha messo insieme 48 studi internazionali. Il risultato indica la durata dello screen time tra i fattori più spesso collegati al mal di testa nei giovani. I sintomi più comuni sono dolore alla testa, bruciore agli occhi, affaticamento visivo e disturbi del sonno. Un altro studio, sul Boletín Médico del Hospital Infantil de México, ha notato che chi soffriva di cefalea usava smartphone e tablet per più di tre ore al giorno. Oltre le sei ore, gli episodi crescevano. Riducendo gli schermi, però, i sintomi miglioravano.
Perché gli schermi fanno male alla testa
La prima causa è l'affaticamento visivo, dovuto alla fissazione di contenuti rapidi come i video brevi e lo scrolling continuo. Poi c'è il sonno: la luce blu dei dispositivi riduce la melatonina e peggiora il riposo. E dormire male scatena il dolore. Conta anche la postura. Stare ore con il collo piegato — la cosiddetta text neck — irrigidisce i muscoli cervicali e fa salire un dolore verso la testa. Infine pesa la mente: notifiche infinite e la paura di perdersi qualcosa (la Fomo) aumentano stress e tensione.
Le regole dei pediatri per la prevenzione
Nessuno vuole demonizzare la tecnologia, ma serve usarla bene. Lo ricordano i pediatri: «Non si tratta di demonizzare la tecnologia – spiega Antonino Gulino, pediatra di famiglia a Catania e componente del consiglio direttivo Sip – ma di imparare a utilizzarla in modo corretto. Oggi sappiamo che l'uso serale degli smartphone, il binge scrolling, il sonno insufficiente e l'iper-esposizione agli schermi possono contribuire a peggiorare cefalee ed emicranie nei soggetti predisposti».
Gli fa eco il presidente Sip: «I dispositivi elettronici fanno ormai parte della quotidianità dei bambini e degli adolescenti – osserva Rino Agostiniani, presidente Sip – ma proprio per questo è fondamentale educare famiglie e ragazzi a un utilizzo consapevole. Regole semplici come evitare smartphone e tablet prima di dormire, tenere le camere da letto 'device-free', limitare il tempo trascorso online e fare pause frequenti durante l'uso degli schermi possono avere effetti importanti sul benessere fisico e psicologico dei più giovani. La prevenzione oggi passa anche dall'educazione digitale».
I consigli pratici:
evitare smartphone e tablet prima di dormire;
tenere le camere da letto senza dispositivi;
limitare il tempo online ogni giorno;
fare pause frequenti durante l'uso degli schermi.