Classi pollaio: la petizione di AVS per ridurre il numero di alunni per classe supera le 50mila firme

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) lancia la petizione per ridurre il numero di alunni per aula spostando le risorse dagli istituti privati.

20 gennaio 2026 18:30
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L'iniziativa di AVS per la scuola pubblica propone di limitare a 20 gli studenti per classe recuperando 500 milioni dalle private. Una risposta ai tagli agli organici e al dimensionamento previsti dal ministero. La petizione ha raggiunto complessivamente 55.145 firme.

Tagli alla scuola pubblica e il divario con gli istituti privati

Il dibattito sull'istruzione in Italia si accende nuovamente in vista della prossima legge di bilancio. Al centro della discussione vi è una netta divergenza strategica sulla gestione delle risorse educative. Mentre l'esecutivo guidato dal Governo Meloni ha pianificato un incremento dei fondi destinati alla scuola paritaria, che toccheranno quota 750 milioni di euro nel 2025, il settore statale si prepara ad affrontare una nuova stagione di contrazione degli organici.

Il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha motivato la riduzione del personale facendo riferimento al calo demografico che interessa la penisola. I dati, tuttavia, delineano un quadro preoccupante per la tenuta del sistema scolastico nazionale: per l'anno scolastico 2025/2026 è prevista una diminuzione di 5.660 docenti tra organico comune e di potenziamento. Una tendenza che non risparmierà il personale ATA, con un taglio programmato di 2.147 collaboratori scolastici a partire da settembre 2026. Questa asimmetria nella distribuzione delle risorse ha spinto Alleanza Verdi e Sinistra a mobilitarsi, denunciando scelte che vengono definite "ideologiche" e penalizzanti per l'istruzione pubblica.

L'eredità del 2008 e l'emergenza didattica nelle aule

Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene che la statistica demografica non racconta l'intera verità di ciò che accade tra i banchi. Nonostante il calo delle nascite, il fenomeno delle cosiddette classi pollaio rimane una criticità irrisolta, figlia diretta delle politiche di austerità del 2008. In quell'anno, sotto il Governo Berlusconi, l'istruzione subì una scure da circa 3 miliardi di euro e la cancellazione di 130.000 posti di lavoro.

Oggi, quella ferita non si è ancora rimarginata. In molti istituti, i docenti si trovano a gestire gruppi classe sovraffollati, una condizione che obbliga spesso al ritorno alla mera lezione frontale, sacrificando metodologie didattiche innovative e laboratoriali. La situazione diviene critica quando si parla di inclusione scolastica: il sovraffollamento, spesso in violazione delle normative vigenti sulla presenza di alunni con disabilità, trasforma le aule in spazi di difficile vivibilità. In questo contesto, garantire il diritto allo studio per gli studenti provenienti da contesti di povertà educativa o con Bisogni Educativi Speciali (BES) diventa una sfida quasi impossibile, rischiando di trasformare le classi in luoghi di contenimento piuttosto che di apprendimento.

La proposta di AVS: nuovi parametri per la scuola del futuro

Per contrastare questa deriva, Alleanza Verdi e Sinistra ha strutturato una proposta normativa concreta, supportata da una raccolta firme, che mira a rivoluzionare i parametri di formazione delle classi. Il piano finanziario prevede di stornare 500 milioni di euro dai fondi attualmente indirizzati alle scuole private per reinvestirli nel potenziamento della scuola pubblica.

Ecco i punti salienti della proposta di riforma strutturata di AVS per una facile lettura:

  • Numero standard di alunni: Le classi dovranno essere composte da un minimo di 14 a un massimo di 20 studenti.

  • Presenza di disabilità: Il tetto scende a 18 alunni in presenza di uno studente con disabilità.

  • Disabilità multiple: Il limite massimo viene fissato a 15 alunni se nella classe sono presenti più studenti con disabilità.

  • Dimensionamento scolastico: Riduzione della soglia minima di iscritti per l'autonomia scolastica da 900 a 400 alunni.

  • Aree svantaggiate: Nelle piccole isole, comuni montani e zone con specificità linguistiche, la soglia per l'assegnazione di un Dirigente Scolastico e un DSGA stabili scende a 200 alunni.

L'obiettivo è duplice: da un lato migliorare la qualità dell'insegnamento riducendo il rapporto alunni/docente, dall'altro restituire presidi scolastici stabili ai territori, contrastando la logica degli accorpamenti e delle reggenze che allontanano i dirigenti dalla vita quotidiana degli istituti.

Domande Frequenti (FAQ)

Qual è il limite massimo di alunni per classe proposto da AVS? La proposta prevede un massimo di 20 alunni per le classi ordinarie, che scendono a 18 in presenza di un alunno con disabilità e a 15 se gli studenti con disabilità sono più di uno.

Come verrebbe finanziata questa riforma? Alleanza Verdi e Sinistra propone di utilizzare 500 milioni di euro, risorse che, secondo i piani attuali del Governo, sarebbero altrimenti destinate al finanziamento delle scuole private.

Cosa cambia per il dimensionamento scolastico? La proposta mira a garantire un Dirigente Scolastico e un DSGA a tempo indeterminato agli istituti con almeno 400 iscritti (invece degli attuali 900), abbassando ulteriormente la soglia a 200 iscritti per le scuole situate in zone montane o piccole isole.

Quali sono i tagli previsti dal Governo per il prossimo biennio? I documenti programmatici indicano una riduzione di 5.660 docenti per l'anno scolastico 2025/2026 e di 2.147 collaboratori scolastici a partire dal 2026.

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