Concorso PNRR3, Infanzia e Primaria: ecco i numeri dei candidati ammessi all'orale
Analisi dei dati USR per Infanzia e Primaria: in regioni chiave come la Lombardia il numero degli ammessi è inferiore ai ruoli a bando.
Il quadro degli ammessi alla prova orale del Concorso docenti PNRR3 rivela criticità sistemiche: candidati insufficienti per coprire le cattedre disponibili in diverse regioni italiane. Ecco tutti i dettagli.
I criteri di selezione e il meccanismo del fabbisogno
La procedura concorsuale avviata con il DDG n. 2398/2025 per la scuola dell'Infanzia e Primaria sta entrando nella sua fase cruciale. Dopo lo svolgimento della prova scritta lo scorso 27 novembre, gli Uffici Scolastici Regionali (USR) hanno iniziato a diramare gli esiti e le convocazioni, delineando uno scenario complesso. Il filtro per l'accesso allo step successivo non si limitava al mero superamento della soglia di punteggio: il regolamento prevedeva infatti l'ammissione dei candidati che avessero conseguito almeno 70/100, ma solo se rientranti nel numero corrispondente al triplo dei posti messi a bando nella specifica regione e classe di concorso (oltre a coloro a pari merito con l'ultimo degli ammessi, come stabilito dal dm n. 214 del 24 ottobre 2024).
Chi osserva da anni le dinamiche del reclutamento scolastico sa bene che queste limitazioni tecniche, pensate per scremare, si scontrano oggi con una realtà demografica e professionale ben diversa: la carenza di aspiranti docenti in aree geografiche specifiche. Le convocazioni stanno procedendo a ritmo serrato, ma l'analisi dei numeri suggerisce che la "corsa" verso il ruolo potrebbe arrestarsi per mancanza di corridori, non di traguardi.
Analisi regionale candidati ammessi Concorso PNRR3
Esaminando i bollettini ufficiali pubblicati dai vari USR, emerge una spaccatura evidente tra il fabbisogno territoriale e la risposta dei candidati. Se in alcune aree del Centro-Sud la competizione rimane accesa, nel Nord Italia si assiste a un fenomeno preoccupante: il numero di candidati ammessi è talvolta drasticamente inferiore ai posti disponibili.
In Lombardia, il dato è allarmante: per la scuola primaria mancano all'appello oltre 1.800 potenziali docenti ancor prima di iniziare gli orali. Anche in Veneto, sebbene l'USR non abbia pubblicato le cifre esatte, è stato ufficializzato che il numero di ammessi è inferiore al numero di candidati ammissibili, prefigurando scenari simili. Diversa la situazione in Toscana e Lazio, dove per la scuola dell'Infanzia (AAAA) il numero degli aspiranti supera abbondantemente l'offerta.
Più nel dettaglio:
USR FRIULI VENEZIA GIULIA
AAAA posti a bando 89 candidati ammessi 156
ADEE posti a bando 22 candidati ammessi 19
EEEE posti a bando 286 candidati ammessi 195
USR LAZIO
AAAA posti a bando 781 candidati ammessi 1207
ADAA posti a bando 140 candidati ammessi 173
ADEE posti a bando 685 candidati ammessi 633
EEEE posti a bando 2.235 candidati ammessi 2.230
USR LOMBARDIA
EEEE posti a bando 3.537 candidati ammessi 1.713
USR SARDEGNA
AAAA posti a bando 245 candidati ammessi 227
ADAA posti a bando 25 candidati ammessi 53
EEEE posti a bando 572 candidati ammessi 441
ADEE posti a bando 50 candidati ammessi 121
USR TOSCANA
AAAA posti a bando 584 candidati ammessi 795
ADAA posti a bando 48 candidati ammessi 44
EEEE posti a bando 1.064 candidati ammessi 1.106
ADEE posti a bando 155 candidati ammessi 153
USR UMBRIA
EEEE – posti a bando 238 candidati ammessi 516
USR VENETO
L'USR Veneto non ha pubblicato il numero di candidati ammessi, ma ha specificato che il numero degli ammessi alla prova orale è inferiore al numero di quelli ammissibili.
Scenari futuri e gestione delle graduatorie vuote
La discrepanza tra domanda e offerta lavorativa nel comparto scuola solleva interrogativi sulla gestione delle future immissioni in ruolo. Laddove il numero degli ammessi alla prova orale risulta inferiore ai posti a bando, si creeranno inevitabilmente dei vuoti d'organico impossibili da colmare con la sola graduatoria di merito regionale (GM).
In questo contesto, assumeranno un ruolo strategico gli elenchi regionali e le procedure di "call veloce", che permetteranno ai docenti idonei in altre regioni di spostarsi verso i territori con posti vacanti. Tuttavia, l'esperienza insegna che la disponibilità al trasferimento si scontra spesso con il costo della vita nelle regioni settentrionali, rendendo questi posti difficili da coprire stabilmente.
Le commissioni stanno accelerando le operazioni, ma è chiaro che per classi di concorso come la Primaria in Lombardia o il Sostegno in Friuli, il concorso non sarà sufficiente a saturare l'organico, richiedendo verosimilmente il ricorso massiccio alle supplenze anche per il prossimo anno scolastico.