DDL Bucalo, SAESE: 'Tra limiti europei e alternative tecniche'

Il DDL Bucalo rischia lo stop per i vincoli PNRR: la Lega propone l'uso delle GPS come soluzione immediata al precariato.

A cura di Scuolalink Scuolalink
23 gennaio 2026 08:00
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Il dibattito sul reclutamento scolastico si concentra sulle difficoltà del DDL Bucalo. Il provvedimento appare di difficile attuazione a causa dei rigidi vincoli del PNRR, che privilegia i concorsi. Nel frattempo, si valutano soluzioni tecniche alternative per stabilizzare i precari.

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Il DDL Bucalo viene spesso descritto come un provvedimento inutile perché, a conti fatti, si scontra con il muro invalicabile degli impegni presi dall’Italia con l’Europa. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) impone infatti che le assunzioni avvengano tramite concorsi rigorosi, rendendo tecnicamente impossibile per un disegno di legge nazionale reintrodurre il vecchio “doppio canale” senza rischiare il blocco dei finanziamenti comunitari.

In questo scenario, la critica più forte arriva proprio dall’interno della maggioranza: la Lega sostiene che il DDL sia una via troppo lenta e burocratica, preferendo invece una soluzione tecnica più immediata. L’idea è quella di estendere anche alle materie comuni il sistema già usato con successo per il sostegno, che permette di assumere direttamente dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).

Il paradosso è che, mentre il DDL Bucalo continua il suo lungo iter parlamentare come una sorta di “bandiera” politica, la vera partita si gioca sui tavoli tecnici di Bruxelles. Per il Sindacato SAESE, il rischio è che questo disegno di legge resti una promessa vuota, mentre la soluzione concreta per i precari passerà necessariamente per un compromesso post-PNRR che integri le graduatorie esistenti senza bisogno di nuove, farraginose leggi.

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