Dimensionamento scolastico: la Sardegna salva tutte le scuole
La Giunta regionale rifiuta i tagli nazionali sul dimensionamento scolastico confermando le 232 autonomie attuali e sfidando Roma.
La Regione si oppone con fermezza al piano statale sul dimensionamento scolastico per proteggere il sistema educativo dell'Isola. Per il biennio 2026/2027 sono state salvate tutte le autonomie, evitando i tagli imposti da Roma. La Giunta intende tutelare i bisogni delle comunità locali contro calcoli ritenuti errati.
Il piano regionale e il rischio commissariamento
La Sardegna ha scelto una linea chiara: nessun istituto verrà chiuso. La Giunta, su proposta dell’assessora all'Istruzione, ha approvato un piano che mantiene operative tutte le 232 autonomie scolastiche, compresi i cinque Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti. È stato formalizzato il rifiuto alla soppressione di nove istituti richiesta da Roma. Questa decisione espone però l'istituzione regionale all'intervento del Governo. I Ministeri hanno diffidato la Regione ad adeguarsi entro il 18 dicembre, pena l'attivazione dei poteri sostitutivi tramite un commissario. Si difende la governance locale contro i tagli lineari.
Dimensionamento scolastico: la discrepanza sui dati
La resistenza della Regione non è ideologica ma tecnica. L'assessora Portas evidenzia che la riforma statale parte da un errore di calcolo che penalizza l'Isola. Le stime del Ministero non corrisponderebbero alla reale popolazione scolastica regionale, che risulterebbe sottostimata di circa tremila alunni ogni anno a partire dal 2024. Accettare passivamente queste direttive significherebbe compromettere la qualità dell’istruzione e l'accessibilità al servizio pubblico. Le aree interne e periferiche, già fragili, subirebbero il colpo più duro perdendo presidi fondamentali per la tenuta sociale dei territori.
Verso una soluzione condivisa con lo Stato
Nonostante la ferma opposizione ai tagli, la Giunta regionale mantiene aperto il canale diplomatico. L'obiettivo non è lo scontro istituzionale, ma ottenere una riforma condivisa che sia modellata sulle reali necessità del territorio e non su algoritmi nazionali standardizzati. La Regione ha ribadito di aver sempre mantenuto un approccio collaborativo e si dichiara pronta a interloquire anche con un eventuale commissario nominato dal Consiglio dei Ministri. L'intento finale è garantire il regolare avvio dell'anno scolastico assicurando un sistema scolastico efficiente e capillare per le famiglie sarde.