Sconti docenti e ATA, Anief: attiva la piattaforma del MiM, ma adesso si pensi agli stipendi
Attivo il nuovo marketplace per il personale scolastico: riduzioni su tecnologia, viaggi e salute accessibili tramite SPID nell'area riservata.
Il Ministero dell’Istruzione ha attivato il nuovo piano di sconti docenti e ATA. Accessibili via area riservata, le agevolazioni offrono riduzioni fino al 30% su beni e servizi, dai trasporti alla salute, gestiti da Poste Welfare Servizi.
Come accedere agli sconti docenti e ATA sulla piattaforma ministeriale
L'iniziativa, ufficializzata nelle ultime ore da Viale Trastevere, segna un passo concreto nell'ambito del welfare dedicato al comparto scolastico. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha reso operativo un servizio strutturato che garantisce l'accesso a una vasta rete di agevolazioni economiche. Destinatari della misura sono tutti i dipendenti del sistema scolastico, inclusi il personale docente, il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) e i dipendenti ministeriali.
L'infrastruttura digitale che sorregge questo sistema di benefit è un marketplace dedicato, la cui gestione è stata affidata a Poste Welfare Servizi S.p.A., società controllata dal Gruppo Poste Italiane. Per usufruire delle riduzioni, non è necessaria alcuna procedura burocratica complessa: l'utente deve semplicemente effettuare l'accesso alla propria area riservata sul portale ufficiale del Ministero. L'autenticazione avviene tramite i canonici sistemi di identità digitale, ovvero SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d'Identità Elettronica). Una volta all'interno, il lavoratore potrà navigare tra le offerte degli enti commerciali convenzionati.
Dettagli sulle agevolazioni: dai viaggi alla cura della persona
Il ventaglio delle offerte, come illustrato dal Ministro Giuseppe Valditara, è stato studiato per coprire diverse esigenze della vita quotidiana e familiare. Le riduzioni applicate oscillano sensibilmente, partendo da una base del 10% fino a toccare punte del 30% su specifici beni e servizi. I settori coinvolti spaziano dalla cultura all'intrattenimento, includendo segmenti cruciali come la mobilità (treni e trasporti), i servizi per la famiglia e i centri estivi.
Entrando nel merito della scontistica, le categorie merceologiche più richieste mostrano tagli di prezzo interessanti. Per chi necessita di aggiornare la propria dotazione tecnologica o domestica, sono previsti ribassi fino al 20% sull'acquisto di elettrodomestici e apparecchiature elettroniche, oltre che sui pacchetti vacanze. Ancora più incisiva è la riduzione nel comparto salute e benessere: per l'acquisto di occhiali da vista, ad esempio, l'agevolazione raggiunge la soglia massima del 30%. Si tratta di un ampliamento significativo del piano welfare già abbozzato nel 2023, mirato a sostenere il potere d'acquisto di una categoria spesso sotto pressione economica.
La reazione sindacale: bene i benefit, ora adeguare gli stipendi
L'attivazione della piattaforma ha registrato l'immediata reazione delle parti sociali. Il sindacato Anief, pur accogliendo con favore l'operazione, sottolinea come questa misura debba essere considerata solo un punto di partenza e non di arrivo. Marcello Pacifico, presidente nazionale della sigla sindacale, ha evidenziato come il settore scolastico fosse, fino a questo momento, uno dei pochi comparti della Pubblica Amministrazione sprovvisto di un piano strutturato di convenzioni aziendali, un'anomalia per il più grande datore di lavoro dello Stato.
Tuttavia, il focus di Anief rimane saldamente ancorato alla questione salariale. Secondo Pacifico, le agevolazioni, per quanto utili, non possono compensare il divario retributivo esistente. La richiesta è chiara: parallelamente al welfare, occorre uno stanziamento di risorse pubbliche capace di contrastare l'inflazione e colmare il gap con gli altri dipendenti pubblici. I dati citati dal sindacato indicano una disparità allarmante: un dipendente delle Funzioni Centrali, a parità di livello, percepisce mediamente quasi mille euro in più al mese rispetto a un insegnante. La priorità, dunque, resta l'adeguamento degli stipendi nei prossimi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL).