Dimensionamento scolastico: scontro Governo - Regioni, rischio commissariamento

Cinque assessori convocati da Valditara per i tagli agli istituti: Sinistra Italiana denuncia disparità nel dimensionamento scolastico.

10 gennaio 2026 19:30
Dimensionamento scolastico: scontro Governo - Regioni, rischio commissariamento - Il Ministero dell'Istruzione e del Merito
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito
Condividi

Alta tensione istituzionale tra l'esecutivo e le amministrazioni locali: convocati i rappresentanti di cinque territori contrari ai criteri del dimensionamento scolastico. Sul tavolo l’ipotesi di poteri sostitutivi, mentre l’opposizione contesta una manovra politica mirata contro le giunte di centrosinistra.

Le convocazioni del Ministero e la denuncia politica

Lo scontro sulle politiche educative si infiamma in seguito alla mossa di Viale Trastevere di convocare i vertici dell'istruzione di cinque specifiche aree: Campania, Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria. A sollevare il caso è Giuseppe Buondonno, responsabile scuola di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra, il quale ha evidenziato come tutti i territori chiamati a rapporto siano amministrati dal centrosinistra. Secondo l'esponente politico, l'eventualità che il Governo Meloni proceda con la nomina di un commissario ad acta per imporre le decisioni ministeriali rappresenterebbe una forzatura delle prerogative delle autonomie locali. La preoccupazione principale riguarda la gestione dei tagli e degli accorpamenti, definiti dagli oppositori come un attacco diretto al diritto allo studio nei territori più vulnerabili.

I nuovi criteri del dimensionamento scolastico e il PNRR

Al centro della disputa vi è l'attuazione del piano di riorganizzazione della rete scolastica per il biennio 2026/2027, vincolato ai parametri del PNRR e alle disposizioni della Legge di Bilancio 2023. La normativa impone una razionalizzazione severa, stabilendo che le autonomie scolastiche non possano sussistere con meno di 900 iscritti, salvo specifiche deroghe per zone disagiate. Le Regioni avrebbero dovuto deliberare entro il 31 dicembre, ma le amministrazioni coinvolte non hanno recepito integralmente le indicazioni di taglio. Il quadro tecnico prevede:

  • Una riduzione nazionale degli istituti da 8.089 a 7.309 unità.

  • L'ultimatum di 10 giorni fissato dal Ministro Giuseppe Valditara.

  • La minaccia di perdere agevolazioni fiscali e l'attivazione dei poteri sostitutivi in caso di inadempienza.

Il caso dell'Umbria e il ricorso al Capo dello Stato

Tra le situazioni più critiche emerge quella della Regione Umbria, che ha deciso di impugnare il decreto ministeriale attraverso un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. L'assessore regionale Fabio Barcaioli ha sottolineato una peculiarità che penalizzerebbe il territorio: l'Umbria sarebbe l'unica regione a non aver ricevuto alcun incremento nelle dirigenze, nonostante una popolazione scolastica di oltre 101.000 studenti e una geografia complessa, caratterizzata da numerose aree montane. Nonostante l'amministrazione abbia già proceduto a sette accorpamenti sui nove richiesti, il Ministero insiste per il completamento totale del piano, ignorando, secondo l'accusa, il ruolo di presidio sociale che la scuola svolge nelle comunità isolate.

Accuse di disparità territoriale e minaccia di azioni legali

Le critiche mosse da Alleanza Verdi e Sinistra non si limitano agli aspetti tecnici, ma investono il piano politico della vicenda. Buondonno sostiene che la mappa dei tagli riveli una strategia punitiva: le riduzioni sarebbero state concentrate sulle regioni di colore politico avverso, preservando quelle governate dalla destra. Questa presunta iniquità nel riparto dei sacrifici ha spinto l'opposizione a dichiarare battaglia. Viene annunciata una ferma resistenza "in ogni sede e con ogni mezzo giuridico", qualora il Ministero dovesse procedere con il commissariamento forzoso. La vicenda rischia di trasformarsi in un precedente significativo nei rapporti tra Stato e Regioni, mettendo in discussione l'equilibrio costituzionale nella gestione della pubblica istruzione.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail