Dimensionamento scolastico Umbria: è scontro aperto tra la deputata Ascani e il ministro Valditara

Sul dimensionamento scolastico in Umbria la deputata Anna Ascani e il ministro Giuseppe Valditara si accusano a colpi di comunicati.

27 luglio 2026 17:00
Dimensionamento scolastico Umbria: è scontro aperto tra la deputata Ascani e il ministro Valditara - Anna Ascani
Anna Ascani
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Il dimensionamento scolastico in Umbria è diventato un caso politico di primo piano. La vicepresidente della Camera Anna Ascani e il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara si sono scambiati accuse molto dure attraverso una serie di comunicati stampa. Al centro della disputa ci sono le autonomie scolastiche della regione e il futuro di alcuni istituti tra Città di Castello e Terni, a poche settimane dall'inizio delle lezioni.

La denuncia di Ascani sul caso di Città di Castello

La deputata del Pd punta il dito contro il ministero. Secondo Ascani, il dimensionamento sarebbe stato imposto dal commissario dell'Ufficio scolastico regionale senza tenere conto dell'istruttoria della Regione Umbria, unico caso in Italia. La proposta riguardava una scuola di Città di Castello che, a suo dire, è ancora un cumulo di macerie. Ascani parla di un danno incalcolabile alla comunità scolastica umbra e ricorda che il Tar ha dato ragione al territorio con una sentenza. La parlamentare accusa il ministro di aver rifiutato anche la mediazione offerta dalla Regione, generando così confusione prima a Città di Castello e poi a Terni.

Il dimensionamento scolastico secondo il ministro Valditara

Il titolare del Mim respinge le critiche e parla di «notizie allarmistiche e prive di fondamento». Sul caso della scuola Dante Alighieri, Valditara chiarisce che la scelta di affidare a Invitalia la selezione della ditta e la successiva demolizione competeva all'amministrazione comunale, non al ministero. Il ministro rivendica poi alcuni interventi concreti a favore del territorio:

  • lo stanziamento di 10,5 milioni di euro per ricostruire la scuola Dante Alighieri;

  • la conferma del tetto massimo di 130 autonomie scolastiche;

  • il via libera del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso della Regione.

Per il ministro, quindi, il numero fissato è corretto e non modificabile.

Cosa cambia per le scuole e gli studenti umbri

Il nodo pratico riguarda le famiglie e il personale. Valditara rassicura: il dimensionamento scolastico non comporta chiusure di scuole né tagli di docenti, e gli studenti manterranno le sedi di sempre. Il ministero dichiara di aver già predisposto tutti gli atti per un avvio regolare dell'anno 2026/2027. Ascani però ribatte con un nuovo attacco: a fine luglio molte comunità non conoscono ancora il destino della propria autonomia, e questo ritardo pesa sulle spalle del ministro. La vicepresidente della Camera promette di continuare la sua battaglia in difesa degli studenti e del diritto allo studio in tutta la regione.

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