Elezioni e Referendum 2026: date voto, rincari compensi e novità

Il via libera della Camera definisce il calendario per il Referendum sulla Giustizia e le amministrative, sancendo aumenti per gli scrutatori.

08 febbraio 2026 10:00
Elezioni e Referendum 2026: date voto, rincari compensi e novità - Referendum
Referendum
Condividi

Approvato alla Camera il provvedimento che disciplina le Elezioni e Referendum 2026. Confermate le date di marzo per la Giustizia e l'aumento dei compensi ai seggi. Ecco le nuove regole su spoglio e voto fuorisede.

Il calendario del voto e il via libera al Decreto Elezioni

Con 151 voti favorevoli e 106 contrari, l'Aula di Montecitorio ha approvato in prima lettura il testo che ridisegna l'agenda elettorale per l'anno in corso. Il provvedimento, che ora dovrà superare il vaglio del Senato, cristallizza una decisione cruciale presa dal Consiglio dei Ministri proprio il 7 febbraio: il Referendum sulla Giustizia si terrà in una doppia tornata, domenica 22 marzo (dalle 07:00 alle 23:00) e lunedì 23 marzo (dalle 07:00 alle 15:00).

La conferma delle date giunge a seguito di un passaggio tecnico fondamentale: l'ordinanza della Corte di Cassazione ha infatti accolto il nuovo quesito referendario, integrato con gli articoli della Costituzione modificati dalla recente riforma, rendendo operativo l'iter. Non si tratterà, tuttavia, dell'unico appuntamento alle urne per gli italiani nel 2026. Il calendario prevede infatti un turno di amministrative per circa 800 Comuni (da fissare tra il 15 aprile e il 15 giugno), due elezioni suppletive per i seggi vacanti di Stefani e Bitonci, e una tornata straordinaria autunnale per alcune amministrazioni locali.

Aumento compensi scrutatori e ordine di scrutinio

Una delle novità più rilevanti del decreto riguarda il riconoscimento economico per chi garantisce il funzionamento della democrazia: i componenti dei seggi. Il testo prevede un incremento del 15% degli onorari fissi forfettari per presidenti, segretari e scrutatori. Tale misura, finanziata con 6,1 milioni di euro attinti dal fondo speciale del Ministero dell'Economia, mira a compensare il prolungamento delle operazioni di voto, mantenendo inalterate le maggiorazioni già previste in caso di "Election Day" (accorpamento di più consultazioni).

Sul fronte procedurale, il legislatore ha chiarito l'ordine di priorità per lo spoglio, un dettaglio tecnico che spesso genera confusione nei seggi.

  • Caso Referendum + Suppletive: Si procede prima allo scrutinio del referendum, seguito immediatamente da quello per le suppletive.

  • Caso Suppletive + Amministrative: La priorità viene assegnata alle elezioni suppletive; lo spoglio per le amministrative slitta alle ore 09:00 del martedì successivo.

Il nodo del voto fuorisede e le prospettive digitali

Il dibattito parlamentare si è acceso sulla questione del voto per i cittadini non residenti nel comune di iscrizione elettorale. Le opposizioni hanno duramente criticato l'attuale impianto, sostenendo che il diritto di voto per i fuorisede non sia adeguatamente tutelato, costringendo molti a rientrare nel comune di residenza. La maggioranza, attraverso il sottosegretario all'Interno Wanda Ferro, ha ribattuto evidenziando ostacoli tecnici che impediscono l'applicazione del modello sperimentale (già usato per le Europee) alla specifica tipologia del referendum costituzionale o abrogativo.

"Il modello sperimentale non ha evidenziato criticità tali da doverlo accantonare", ha precisato Ferro, confermando che il governo intende utilizzare i dati raccolti per future iniziative legislative, pur avendo respinto gli emendamenti dell'opposizione per ragioni tecniche. Parallelamente, l'Aula ha accolto un ordine del giorno bipartisan (a firma Forza Italia e Fratelli d'Italia) che impegna l'esecutivo a proseguire la sperimentazione del voto elettronico, con l'obiettivo di raggiungere standard di sicurezza cibernetica tali da consentire, in futuro, l'esercizio del suffragio da remoto.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail