Gestione dei fondi PNRR, Anief: ecco le priorità per il personale della scuola e della ricerca
Il sindacato propone al Senato interventi urgenti per il personale scuola e ricerca necessari per gestire la fine dei fondi PNRR nel 2026.
Durante l'audizione presso la quinta commissione bilancio del Senato, Marcello Pacifico ha delineato le priorità strategiche per il personale scuola e ricerca, sottolineando l'importanza di un nuovo sistema di reclutamento docenti. Con la scadenza dei fondi PNRR fissata per la fine del 2026, risulta fondamentale strutturare riforme che garantiscano la continuità operativa e la dignità professionale dei lavoratori del comparto istruzione.
Sfide post 2026 per il personale scuola e ricerca
L'analisi presentata in Senato evidenzia come l'attuale riforma sul dimensionamento scolastico rischi di generare uno scollamento tra istituzioni e territorio. La riduzione delle sedi e delle presidenze minaccia l'autonomia locale, specialmente nei comuni più piccoli o nelle aree socialmente svantaggiate. Per tutelare il personale scuola e ricerca, è necessario invertire questa tendenza, promuovendo una presenza capillare dello Stato attraverso istituti efficienti e vicini alle esigenze dei cittadini.
Ottimizzazione della mobilità personale scolastico
Un punto cardine delle proposte riguarda la mobilità personale scolastico, che deve essere garantita sul 100% dei posti vacanti. Le richieste sindacali puntano a:
Assicurare il diritto al ricongiungimento familiare per chi assiste genitori ultra 65enni.
Agevolare i genitori con figli fino a 16 anni di età.
Superare i vincoli attuali per permettere una gestione degli spostamenti più equa e funzionale alle necessità dei dipendenti.
Evoluzione del reclutamento docenti e dei ricercatori
Per quanto riguarda l'accesso ai ruoli, la proposta mira all'assorbimento totale degli idonei di tutti i concorsi banditi dal 2020. Il sindacato suggerisce di superare la soglia del 30% imposta dal Pnrr, puntando a una stabilizzazione completa. Attraverso il doppio canale di reclutamento, si intende integrare i precari sia sui posti comuni che su quelli di sostegno, valorizzando l'esperienza maturata sul campo.
Parallelamente, nel settore accademico, è stata richiesta una redistribuzione delle risorse per favorire l'assunzione di ricercatori e la trasformazione dei contratti per i professori associati. Un investimento mirato di almeno 30 milioni di euro per gli atenei consentirebbe inoltre il reinquadramento del personale tecnologo a tempo determinato, migliorando la qualità complessiva del servizio di ricerca nazionale.