Giornata dell’educazione: allarme povertà nelle scuole italiane

In Italia disuguaglianze e mancanza di materiali colpiscono un alunno su quattro. Ecco i progetti attivati per la Giornata dell'educazione.

24 gennaio 2026 15:00
Giornata dell’educazione: allarme povertà nelle scuole italiane - Una classe vuota
Una classe vuota
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Alla vigilia della Giornata internazionale dell’educazione, l'Italia fotografa una realtà critica: carenze materiali e discriminazioni segnano il percorso di troppi studenti. Fondamentale il ruolo del terzo settore nel contrasto alla povertà educativa e nel supporto alle famiglie fragili.

Povertà educativa e discriminazioni: i numeri della crisi

Il diritto allo studio, sancito costituzionalmente, si scontra quotidianamente con barriere economiche e sociali che rendono il percorso scolastico una corsa a ostacoli per le fasce più vulnerabili della popolazione. Le rilevazioni diffuse in occasione del 24 gennaio restituiscono un quadro a tinte fosche: nel nostro Paese, un giovane su quattro varca la soglia della classe sprovvisto dei materiali didattici essenziali. Non si tratta solo di libri o quaderni, ma dell'impossibilità di accedere a quegli strumenti di base che garantiscono pari dignità nell'apprendimento. A questo divario materiale si somma un disagio relazionale profondo: il 50% degli studenti riferisce di aver assistito o subito direttamente episodi di discriminazione, un dato che evidenzia come le aule scolastiche siano spesso teatro di tensioni piuttosto che laboratori di inclusione.

Nonostante le statistiche registrino una lieve flessione nella curva della dispersione scolastica, lo zoccolo duro dell'abbandono rimane attestato al 19%. Chi vive la scuola dall'interno sa bene che questo fenomeno non è alimentato esclusivamente dalle difficoltà economiche. Esistono dinamiche sommerse, come il cyberbullismo, che colpisce ormai un adolescente su dieci, minando la serenità psicologica necessaria per lo studio. Il disagio relazionale diffuso agisce come un moltiplicatore delle disuguaglianze, creando fratture all'interno delle comunità scolastiche che il sistema pubblico, da solo, fatica a sanare.

Il sostegno dell’8x1000 e l’impegno della Soka Gakkai

Di fronte a un welfare statale spesso in affanno nel coprire le necessità extracurriculari e di supporto psicologico, il Terzo Settore e le realtà religiose sono diventati attori imprescindibili per la tenuta del tessuto sociale educativo. Un esempio tangibile di questa sussidiarietà arriva dai fondi dell’8×1000, risorse che permettono di attivare interventi mirati laddove il bisogno è più acuto. In questo contesto spicca l'impegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che ha scelto di investire massicciamente sul futuro delle nuove generazioni.

L'Istituto ha destinato una cifra rilevante, pari a 8,45 milioni di euro, per finanziare 41 progetti educativi distribuiti su tutto il territorio nazionale. L'impatto di queste risorse è misurabile non solo in termini economici, ma soprattutto umani: le iniziative hanno raggiunto oltre 38.600 persone, offrendo risposte concrete a bisogni diversificati. Dei progetti finanziati, 16 sono attualmente ancora in corso d'opera, garantendo continuità assistenziale e formativa. Le aree di intervento spaziano dal contrasto diretto alla povertà educativa fino alla promozione della cittadinanza globale, passando per la prevenzione delle discriminazioni, confermando una visione dell'educazione che va oltre la mera istruzione nozionistica per abbracciare la crescita integrale dell'individuo.

Progetti sul territorio per la Giornata internazionale dell’educazione

L'efficacia di questi finanziamenti si misura nella capillarità dei progetti attivati da partner di rilievo internazionale. Tra le iniziative di maggior spessore figura “Give Me Five” di Oxfam Italia. Questo programma non si limita a fornire sussidi, ma lavora strategicamente per ricucire lo strappo tra istituzione scolastica e territorio, concentrandosi sugli studenti che vivono in contesti socioeconomici particolarmente fragili. L'obiettivo è accompagnare i ragazzi nei passaggi scolastici più critici, momenti in cui il rischio di abbandono tocca i picchi più alti.

Parallelamente, sul fronte della prevenzione alla violenza e dell'educazione ai sentimenti, opera il progetto “Youth for Love” di ActionAid Italia. L'intervento coinvolge in maniera sistemica studenti, corpo docente e famiglie in diverse regioni italiane, lavorando sulla gestione dei conflitti e sull'educazione affettiva. È evidente, per chi osserva le dinamiche scolastiche odierne, che fornire competenze emotive è diventato urgente quanto insegnare la matematica o la storia. Altri percorsi attivi puntano alla formazione universitaria e alla gestione delle dinamiche conflittuali, tasselli fondamentali per costruire una società più equa e consapevole.

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