In GU le nuove Indicazioni nazionali del primo ciclo: tante le novità dal 2026

Pubblicato in Gazzetta il Regolamento: introduzione progressiva, novità per libri e sperimentazione del latino alle medie.

28 gennaio 2026 13:30
In GU le nuove Indicazioni nazionali del primo ciclo: tante le novità dal 2026 - Gazzetta Ufficiale
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Il Regolamento con le nuove Indicazioni nazionali primo ciclo è approdato in Gazzetta Ufficiale. Dal 2026/2027 via alle modifiche strutturali per infanzia, primaria e media, inclusa l'introduzione sperimentale del latino.

Il nuovo scenario normativo per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo

L’iter legislativo avviato dal Ministero dell’Istruzione è giunto al termine con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio del Regolamento approvato lo scorso 9 dicembre 2025. Questo passaggio formale sancisce l'adozione delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, segnando il definitivo superamento del precedente assetto stabilito dal DM 16 novembre 2012, n. 254.

Il provvedimento entrerà formalmente in vigore l'11 febbraio 2026, ma l'applicazione concreta nelle aule seguirà una tempistica differita per consentire alle istituzioni scolastiche di adeguarsi. A partire dall’anno scolastico 2026/2027, le nuove disposizioni saranno operative per le classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, oltre che per la scuola dell’infanzia. I Collegi dei docenti avranno il compito cruciale di procedere alla rielaborazione del curricolo di istituto, un'operazione che dovrà garantire continuità didattica pur recependo le innovazioni normative.

Continuità didattica e novità curricolari: arriva il latino

Il Regolamento conferma l'impianto ordinamentale generale definito dal DPR 89/2009, mantenendo inalterati i quadri orari e il tempo scuola. L'asse delle discipline fondamentali resta solido: italiano, lingua inglese, matematica, storia, geografia, scienze, tecnologia, musica e arte e immagine rimangono i pilastri della formazione. Si ribadisce la distinzione terminologica e pratica tra educazione motoria (nella primaria) ed educazione fisica (nella secondaria), così come la presenza trasversale dell'educazione civica e dell'insegnamento della religione cattolica.

Tuttavia, il testo introduce elementi di forte novità che differenziano queste indicazioni dalle precedenti. Spicca la possibilità di avviare, in via sperimentale, l'insegnamento del latino nell’ambito dell’educazione linguistica (LEL). Questa sperimentazione potrà partire già nel 2026/2027 nelle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado, sfruttando le quote di autonomia e flessibilità didattica. Parallelamente, per i percorsi a indirizzo musicale, si applicheranno le specifiche indicazioni relative allo strumento a partire dalle classi prime del medesimo anno scolastico.

Adeguamento dei libri di testo e fase transitoria

L'impatto della riforma coinvolgerà direttamente le famiglie e l'industria dell'editoria scolastica. I libri di testo dovranno essere aggiornati per rispecchiare i nuovi dettami pedagogici a partire dalle adozioni per le classi prime dell'anno scolastico 2026/2027. Una specifica eccezione riguarda la disciplina di storia: per la classe terza della scuola primaria, l'adeguamento dei manuali scatterà dall'anno scolastico 2027/2028, permettendo un allineamento più graduale dei contenuti.

Per evitare fratture didattiche, il legislatore ha previsto un regime transitorio dettagliato. Le classi intermedie che nell'anno 2025/2026 operano ancora sotto le vecchie regole continueranno a seguire le Indicazioni del 2012 fino alla conclusione del ciclo. La cessazione definitiva delle vecchie norme avverrà quindi a scaglioni: dal 2026/2027 per l'infanzia, dal 2028/2029 per le medie e solo nel 2030/2031 per la primaria. Va sottolineato che l'intera operazione dovrà avvenire in regime di invarianza finanziaria, senza comportare nuovi oneri per le casse dello Stato.

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