Inclusione scolastica: appello del CNDDU al Ministro Valditara
Proposta del CNDDU per riformare l'inclusione scolastica e garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità.
L'inclusione scolastica rappresenta un pilastro fondamentale del nostro sistema educativo. Il CNDDU sollecita un intervento strutturale per superare le attuali criticità, chiedendo al Ministro Valditara una riforma che garantisca diritti concreti e continuità didattica.
Inclusione scolastica e diritto all’istruzione: appello al Ministro Valditara per un ripensamento strutturale del modello di sostegno
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani accende i riflettori su una criticità strutturale del sistema scolastico italiano che rischia di compromettere la piena attuazione del principio di inclusione: la distanza tra il riconoscimento formale dei diritti e la loro concreta esigibilità nella quotidianità delle aule. In tale contesto, il Coordinamento richiama l’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a partire dalla segnalazione pervenuta da una docente di sostegno specializzata.
L’attuale modello organizzativo del sostegno didattico continua a fondarsi su una quantificazione oraria dell’intervento educativo, determinata in relazione ai livelli di gravità. Tale impostazione, sebbene normativamente consolidata, appare sempre meno adeguata a rappresentare e sostenere la complessità dei bisogni educativi degli alunni titolari di Piano Educativo Individualizzato.
La condizione di fragilità che caratterizza tali studenti non è infatti riconducibile a una dimensione temporale delimitata. La previsione di una presenza non continuativa del docente specializzato determina, di fatto, una disomogeneità nella garanzia del diritto allo studio, con il rischio di configurare momenti di minore accessibilità ai processi educativi e didattici.
In questo quadro, il CNDDU richiama l’attenzione sulla necessità di una chiara distinzione tra la dimensione qualitativa e quella quantitativa dell’intervento di sostegno. I “livelli di sostegno” previsti nell’ambito della riforma sulla disabilità devono essere interpretati quale strumento per definire la tipologia e l’intensità dell’azione educativa, e non quale criterio riduttivo di distribuzione oraria delle risorse.
Si ritiene pertanto indispensabile avviare un processo di revisione del modello vigente, orientato al superamento della logica della frammentazione temporale e alla costruzione di un sistema fondato sulla continuità educativa. In tale prospettiva, la figura del docente per l’inclusione dovrebbe essere riconosciuta quale componente stabile e strutturale del contesto classe, in grado di garantire coerenza pedagogica, continuità relazionale e piena partecipazione degli alunni lungo l’intero arco della giornata scolastica.
Il CNDDU evidenzia altresì come l’attuale assetto incida significativamente sulla qualità dell’offerta formativa e sulla continuità didattica, anche in ragione della diffusa condizione di precarietà che caratterizza il personale docente di sostegno.
Alla luce di quanto esposto, il CNDDU rivolge al Ministro un invito formale ad avviare un confronto istituzionale ampio e strutturato, finalizzato alla revisione dei criteri di assegnazione delle risorse per il sostegno, affinché sia pienamente garantito il diritto a un’istruzione di qualità, nel rispetto dei principi di equità, continuità e inclusione sanciti dall’ordinamento.
Un sistema scolastico autenticamente inclusivo non può fondarsi su interventi discontinui, ma deve assicurare una presenza educativa stabile, qualificata e coerente con la complessità dei bisogni degli studenti.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU