Intelligenza artificiale a scuola, Mucci (SGS): 'Opportunità e tanti rischi'
Mucci (SGS): l'intelligenza artificiale trasforma la didattica, ma serve equilibrio tra innovazione ed etica umana.
L'intelligenza artificiale è ormai una realtà nel mondo scolastico del 2025. Come sottolineato da Mucci, questa tecnologia offre grandi opportunità per l'apprendimento personalizzato, ma nasconde insidie che richiedono un approccio etico e consapevole.
Mucci (SGS): 'L'intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo dell'educazione, bisogna stare attenti'
L'intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando il mondo dell'educazione nel 2025, offrendo opportunità straordinarie ma anche sfide significative. In Italia e a livello globale, dichiara Mucci - l'IA è vista come uno strumento per personalizzare l'apprendimento, supportare gli insegnanti e promuovere l'inclusione, sempre con un approccio etico e umano-centrico. L'IA permette di personalizzare l'apprendimento: piattaforme adattive analizzano le prestazioni degli studenti in tempo reale, proponendo contenuti su misura, esercizi personalizzati e feedback immediati. Questo aiuta a colmare lacune individuali e a rendere l'insegnamento più efficace, specialmente per studenti con bisogni speciali o in contesti di apprendimento a distanza.
L'IA automatizza compiti ripetitivi come la correzione di compiti, la preparazione di lezioni o la gestione amministrativa, liberando tempo per interazioni umane più profonde. Ad esempio, assistenti virtuali e chatbot rispondono a domande degli studenti 24/7, mentre tool generativi creano materiali didattici personalizzati. L'IA traduce in tempo reale, supporta studenti con disabilità (es. sintesi vocale o riconoscimento vocale) e contrasta le disuguaglianze, rendendo l'educazione più equa.Lo sviluppo di competenze future: Insegnano agli studenti a usare l'IA in modo critico, preparando cittadini consapevoli per un mondo digitale. Nonostante i benefici, emergono preoccupazioni: Dipendenza e riduzione del pensiero critico: Un uso eccessivo può portare gli studenti a affidarsi troppo all'IA, indebolendo capacità di riflessione autonoma. Molti genitori temono la dipendenza dei figli dall'IA. Non tutte le scuole hanno risorse per implementarla, rischiando di ampliare il divario. L'IA non deve sostituire insegnanti o relazioni umane, che restano centrali per l'empatia e la trasmissione di valori.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato nel 2025 le Linee guida per l’introduzione dell’IA nelle scuole (DM 166/2025), enfatizzando un approccio responsabile: l'umano al centro, formazione continua per docenti e uso etico.
In conclusione, dichiara Mucci: “l'IA è un potente alleato per un'educazione più inclusiva e innovativa, ma richiede regolamentazione, formazione e vigilanza etica. Il futuro dipende da un equilibrio tra tecnologia e umanità, per formare generazioni capaci di innovare con responsabilità”.