Investimenti scuola e assunzioni: la replica del MIM alle critiche sui tagli

Investimenti scuola e assunzioni al centro della replica del Ministero Valditara alle osservazioni della Corte dei Conti.

25 giugno 2026 11:00
Investimenti scuola e assunzioni: la replica del MIM alle critiche sui tagli - La sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma
La sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma
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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito replica alle critiche sul presunto definanziamento del settore. Per il dicastero, i dati citati dalla Corte dei Conti non fotografano gli ultimi interventi. Gli investimenti scuola, la spesa pubblica e le assunzioni descrivono invece una crescita delle risorse destinate a edifici, studenti e personale.

La spesa per la scuola cresce dal 2024

Secondo il MIM, nel 2024 istruzione e università hanno raggiunto l’8% della spesa pubblica totale: “Le rilevazioni relative al 2024 mostrano un incremento dell’aggregato istruzione-università all’8% della spesa pubblica complessiva”. Per la sola scuola, la quota è del 5,8%. Il Ministero cita anche la definizione “valore in linea con i principali Paesi europei”: l’istruzione non universitaria vale il 3,3% del PIL, contro il 3,2% della Germania e il 3,1% della Spagna. Le previsioni riportate parlano del 6,2% della spesa finale dello Stato nel 2025 e del 6,3% nel 2026, livelli attesi fino al 2028.

Investimenti scuola: edilizia e dispersione

Il pacchetto degli investimenti scuola supera i 12 miliardi di euro tra PNRR e fondi nazionali e riguarda oltre un quarto degli edifici pubblici. Si aggiungono 430 milioni per sicurezza, barriere, antincendio e amianto, oltre a 110 milioni per i rischi sismici. L’obiettivo dichiarato è offrire agli alunni “scuole nuove, più sicure, più moderne e accessibili, con spazi per una didattica laboratoriale e innovativa, nuove mense, palestre e strutture per la prima infanzia”. Sul fronte della dispersione scolastica, il tasso 2025 sarebbe sceso all’8,2%, “per la prima volta al di sotto della media europea del 9,1%”. Il MIM lega il risultato ad Agenda Sud e Nord, Piani Estate, orientamento e tutoraggio.

Assunzioni e contratti, il confronto sul precariato

Per il personale, il MIM evidenzia una riduzione di 2.194 contratti a termine nell’anno 2023/2024 dopo il primo concorso. Con le altre procedure, circa il 40% dei vincitori dovrebbe arrivare dal personale precario. La Commissione europea, riferisce il Ministero, nel 2025 non ha proseguito la procedura d’infrazione aperta nel 2014. Tre rinnovi contrattuali hanno poi stanziato quasi 9 miliardi: gli aumenti medi indicati sono di 412 euro mensili per i docenti e 304 euro per il personale ATA. “Conclusione”, ribadisce la nota, “i dati utilizzati nella relazione del Procuratore Generale della Corte dei Conti non risultano aggiornati”.

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