La Spezia: CNDDU chiede un piano urgente contro la violenza scolastica

Dopo l'episodio di La Spezia, il CNDDU chiede interventi strutturali e azioni concrete per fermare la crescente violenza scolastica.

A cura di Scuolalink Scuolalink
16 gennaio 2026 17:30
La Spezia: CNDDU chiede un piano urgente contro la violenza scolastica - Violenza tra adolescenti
Violenza tra adolescenti
Condividi

L'aggressione avvenuta a La Spezia riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle aule. Il CNDDU sollecita un intervento immediato per arginare la violenza scolastica, un fenomeno in allarmante crescita che richiede strategie di prevenzione, educazione e supporto psicologico per gli studenti.

La Spezia, studente accoltellato in aula: dalla cronaca all’urgenza di un piano nazionale contro la violenza scolastica

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, nell’esercizio del proprio ruolo istituzionale e culturale, ritiene doveroso ribadire con forza che l’episodio di violenza verificatosi presso l’istituto professionale “Domenico Chiodo-Einaudi” della Spezia non rappresenta un fatto isolato, bensì l’ennesima manifestazione di un fenomeno più ampio e ormai difficilmente contestabile: l’aumento della violenza giovanile, in particolare in ambito scolastico, come si può facilmente verificare osservando con continuità le cronache nazionali degli ultimi mesi e anni.

Aggressioni fisiche, uso di armi improprie, minacce, atti di sopraffazione e intimidazione stanno progressivamente incrinando l’idea stessa di scuola come luogo protetto, sicuro e fondato sul dialogo. La frequenza con cui tali episodi si ripresentano impone una presa d’atto lucida e responsabile: siamo di fronte a un disagio profondo che attraversa una parte del mondo giovanile e che trova nell’ambiente scolastico un punto di emersione, spesso drammatico, perché è proprio lì che si concentrano tensioni emotive, fragilità identitarie e conflitti relazionali non elaborati.

Il CNDDU sottolinea come la violenza non nasca improvvisamente, ma sia quasi sempre preceduta da segnali chiari: litigi reiterati, isolamento, escalation verbale, incapacità di gestire la frustrazione e l’insuccesso. Ignorare questi segnali o affrontarli solo in chiave disciplinare significa rinviare il problema, lasciandolo crescere fino a esiti irreversibili. È dunque evidente l’urgenza di un cambio di paradigma: dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione strutturale.

In tale contesto, il CNDDU rivolge un appello diretto e responsabile al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché vengano promosse con urgenza azioni concrete e sistemiche per arginare il fenomeno della violenza giovanile nelle scuole. È necessario un piano nazionale che rafforzi l’educazione ai diritti civili, alla legalità sostanziale, alla gestione non violenta dei conflitti e all’educazione emotiva e affettiva, rendendole componenti centrali e non accessorie del curricolo scolastico.

Occorrono investimenti stabili in figure di supporto psicologico, in mediatori educativi e culturali, in percorsi di formazione continua per i docenti, affinché la scuola sia messa nelle condizioni di intercettare il disagio prima che esso si trasformi in violenza. Allo stesso tempo, è fondamentale sostenere il dialogo scuola–famiglia–territorio, costruendo alleanze educative capaci di restituire ai giovani punti di riferimento autorevoli e credibili.

La violenza tra i banchi non è solo un problema di ordine pubblico, ma una questione di diritti umani, di tutela della dignità della persona e di salvaguardia del futuro democratico del Paese. Ogni studente che entra a scuola deve poterlo fare con la certezza di essere al sicuro, ascoltato e riconosciuto. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che agire subito non è più un’opzione, ma una responsabilità istituzionale e morale non procrastinabile.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail