Legge di Bilancio 2026, Aloisio (M5S): 'Taglio di risorse alla scuola statale per favorire le paritarie'

Critiche M5S alla manovra che penalizza l'istruzione pubblica favorendo le paritarie: ecco i rischi della Legge di Bilancio 2026.

05 gennaio 2026 19:30
Legge di Bilancio 2026, Aloisio (M5S): 'Taglio di risorse alla scuola statale per favorire le paritarie' - Vincenza Aloisio
Vincenza Aloisio
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La senatrice Aloisio attacca duramente la Legge di Bilancio 2026, definendola dannosa per il sistema educativo. Si denunciano il taglio reale di risorse alla scuola statale e i favori alle paritarie, mettendo a rischio la qualità della didattica.

Analisi dei fondi nella Legge di Bilancio 2026

La manovra finanziaria è al centro delle polemiche dell'opposizione per la discrepanza tra gli stanziamenti annunciati e il reale costo della vita. Secondo l'analisi del Movimento 5 Stelle, l'aumento nominale dei fondi scolastici risulta inferiore al tasso di inflazione programmata, trasformando le promesse governative in una riduzione effettiva delle capacità di spesa.

Questa dinamica delinea un quadro preoccupante di disinvestimento che colpisce direttamente la stabilità delle istituzioni scolastiche statali. Le scelte dell'esecutivo sembrano ignorare le necessità strutturali del settore pubblico, creando uno stato di precarietà crescente che minaccia l'integrità dell'offerta formativa destinata agli studenti.

Gestione docenti e risorse alle paritarie

Le nuove normative incluse nel provvedimento modificano radicalmente l'organizzazione del personale, limitando l'autonomia degli istituti. L'abolizione della programmazione pluriennale e le regole sulle assenze rischiano di ridurre i docenti a semplici supplenti interni, compromettendo la continuità didattica e la libertà progettuale delle scuole.

La senatrice Aloisio evidenzia diverse criticità che penalizzano il settore pubblico a vantaggio di quello privato:

  • Disparità di trattamento: risorse scarse per la scuola statale contrapposte a nuovi fondi per gli istituti paritari.

  • Buono scuola: meccanismo contestato che drena risorse dal bilancio pubblico per sostenere l'istruzione privata.

  • Stipendi inadeguati: mancato recupero del potere d'acquisto per il personale scolastico, con adeguamenti definiti irrisori.

In conclusione, la parlamentare pentastellata definisce il testo un raggiro che non tutela la comunità educante. Si sottolinea come le misure adottate, invece di valorizzare il capitale umano, finiscano per creare discriminazioni tra lavoratori pubblici e privati, indebolendo il sistema dell'istruzione nazionale.

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