Maturità 2026, ok del CSPI alle aree disciplinari: le novità sulle correzioni
Il Consiglio approva il decreto per la correzione degli scritti ma chiede garanzie sulla composizione delle commissioni per il nuovo Esame di Stato.
Arriva il parere favorevole del CSPI sul decreto che definisce le aree disciplinari per la correzione delle prove della Maturità 2026. L’organo chiede però garanzie operative al Ministero sulla funzionalità delle commissioni ridotte per assicurare una valutazione collegiale ed equa.
La riforma della Maturità 2026 e il nuovo assetto normativo
Il percorso verso il nuovo Esame di Stato segna un passaggio amministrativo fondamentale con il via libera del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI). L’organo consultivo ha valutato positivamente lo schema di decreto destinato a regolamentare le aree disciplinari per la correzione degli elaborati scritti, un aggiornamento inevitabile rispetto al quadro normativo del 2015. Questa revisione è diretta conseguenza delle modifiche introdotte dal decreto-legge 127/2025, che ha ridisegnato l'architettura dell'esame conclusivo del secondo ciclo d'istruzione.
L'obiettivo del legislatore, recepito nel parere tecnico, è spostare il baricentro della valutazione: non più una mera verifica nozionistica, bensì un accertamento della maturazione personale e dello sviluppo integrale dello studente. Tuttavia, la struttura dell'esame subisce una cura dimagrante significativa, passando da sei a quattro materie d'esame. Anche la commissione cambia volto, tornando a una configurazione mista ma più snella: due membri interni, due esterni e un Presidente.
Le criticità operative sulle aree disciplinari e la correzione
Nonostante l'approvazione formale dell'impianto generale, chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa che le insidie si nascondono nei dettagli operativi. Il CSPI ha infatti messo a verbale una preoccupazione sostanziale riguardante la collegialità della correzione. La riduzione delle materie oggetto d'esame rischia di creare un cortocircuito tecnico: potrebbe non essere garantita la presenza di due docenti per ogni specifica area disciplinare durante la valutazione degli scritti.
Questa criticità non è banale. La correzione per aree disciplinari richiede un confronto plurale per essere oggettiva. Per questo motivo, è stata avanzata una richiesta esplicita al Ministero dell’Istruzione e del Merito: la futura ordinanza ministeriale dovrà contenere indicazioni procedurali inequivocabili. L'obiettivo è permettere a tutte le commissioni, indipendentemente dall'indirizzo di studi, di operare con efficacia, evitando che la semplificazione numerica dei commissari si traduca in un impoverimento della qualità valutativa.
Focus su indirizzi specifici e particolarità territoriali
L'analisi del provvedimento ha toccato anche le specificità di alcuni percorsi, evidenziando la necessità di adattamenti mirati per non penalizzare determinati profili di studio.
Ecco le principali osservazioni emerse in sede di parere:
Liceo Scientifico Sportivo: è stata rilevata una criticità sulla collocazione delle scienze motorie e sportive. La materia non è stata inserita in modo strutturale nell'area scientifico-sportiva, delegando alla singola Commissione la decisione sulla sua pertinenza valutativa.
Regioni a Statuto Speciale: per territori quali Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia e la Provincia autonoma di Bolzano, viene confermata la terza prova scritta. Questa verterà sulla seconda lingua ufficiale e rimarrà incardinata nell'area linguistica.
Istruzione Professionale: in una fase di transizione per i percorsi di istruzione degli adulti, si applicheranno norme transitorie per garantire la continuità didattica e valutativa in attesa del completo adeguamento dei curricoli.
Il messaggio finale è chiaro: bene la riforma, ma l'uniformità di trattamento e la coerenza valutativa devono rimanere la priorità assoluta per evitare disparità tra i maturandi.