Metal detector a scuola, Piantedosi: 'Via libera ai controlli a sorpresa'
Piantedosi e Valditara firmano la direttiva: dispositivi mobili su richiesta dei presidi per garantire la sicurezza negli istituti.
Il Viminale vara la stretta sulla sicurezza: operativa la direttiva per l’uso del metal detector a scuola. I controlli, attivati su istanza dei dirigenti, mirano a prevenire il porto di armi bianche tra gli studenti senza ledere l’autonomia educativa.
La nuova direttiva ministeriale per la sicurezza scolastica
Una svolta decisiva nella gestione dell'ordine pubblico all'interno e nei pressi degli edifici scolastici è stata annunciata dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Durante il suo intervento alla trasmissione “Cinque Minuti” su Rai 1, il titolare del Viminale ha confermato l'imminente attivazione di una circolare congiunta, elaborata in stretta sinergia con il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il provvedimento, che verrà trasmesso nelle prossime ore a tutti i prefetti e ai dirigenti scolastici sul territorio nazionale, introduce la possibilità di effettuare ispezioni tramite dispositivi di rilevamento metalli per arginare il preoccupante fenomeno della violenza giovanile e del possesso di coltelli tra i banchi.
L'iniziativa non nasce come un'imposizione generalizzata, bensì come uno strumento flessibile a supporto dell'autonomia scolastica. La ratio della norma è fornire ai presidi, che meglio di chiunque altro conoscono le criticità del proprio istituto, la facoltà di richiedere l'intervento delle forze dell'ordine per controlli mirati. Non si tratterà, dunque, di una militarizzazione permanente, ma di un deterrente attivabile laddove si riscontrino specifici fattori di rischio.
Come funzioneranno i metal detector a scuola
Il protocollo operativo delineato dal Ministero non prevede l'installazione di varchi fissi o tornelli simili a quelli aeroportuali, che risulterebbero invasivi e poco pratici per i flussi studenteschi quotidiani. Al contrario, verranno impiegati dispositivi mobili (i cosiddetti hand-held metal detectors), analoghi a quelli utilizzati dal personale di sicurezza durante concerti o grandi eventi pubblici.
L'aspetto cruciale della misura risiede nella discrezionalità e nell'effetto sorpresa. I controlli a sorpresa potranno essere disposti:
Davanti agli ingressi principali degli istituti;
Nelle aree perimetrali ed esterne di pertinenza della scuola;
All'interno delle strutture, in casi specifici concordati.
La procedura amministrativa richiede che sia il dirigente scolastico a segnalare la necessità al Prefetto territoriale, il quale coordinerà le modalità d'azione con le forze di polizia. Resta ferma, come specificato da Piantedosi, la distinzione netta tra questa attività di prevenzione amministrativa e le perquisizioni disposte dall'autorità giudiziaria, che seguono invece le norme del codice di procedura penale in presenza di reati o indagini in corso.
Prevenzione e tutela della comunità scolastica
L'obiettivo dichiarato dai ministri Piantedosi e Valditara è la tutela dell'incolumità fisica di docenti, personale ATA e, primariamente, degli studenti stessi. Negli ultimi mesi, la cronaca ha registrato un incremento di episodi legati al porto abusivo di armi da taglio tra i giovanissimi, rendendo necessaria una risposta istituzionale concreta.
Tuttavia, il Governo tiene a precisare che l'introduzione del metal detector a scuola non deve essere interpretata come una misura meramente repressiva. Si tratta di un intervento di "sicurezza partecipata", pensato per gli istituti situati in aree a maggior rischio o che hanno già manifestato problematiche di ordine pubblico. La collaborazione tra istituzioni scolastiche e prefetture mira a creare un ambiente educativo sereno, disincentivando chiunque dall'introdurre oggetti atti a offendere negli spazi dedicati alla formazione.