Milano, fuga di monossido in un asilo: soccorsi 12 bambini
Allarme gas tossico nella struttura scolastica: intervento dei vigili del fuoco e triage medico per i piccoli alunni e il personale coinvolto
Un’emergenza sanitaria è scattata nelle scorse ore a causa di una fuga di monossido in un asilo di Milano, costringendo all'intervento immediato dei soccorsi. Coinvolti dodici bambini e quattro adulti, attualmente monitorati dal personale del 118 per scongiurare gravi intossicazioni.
L’intervento del Nucleo NBCR e la messa in sicurezza
L'allarme è scattato quando all'interno della struttura educativa sono stati avvertiti i primi malesseri, facendo presupporre la presenza di sostanze nocive nell'aria. Sul posto sono giunte rapidamente le squadre dei Vigili del Fuoco di Milano, supportate dagli specialisti del Nucleo Nbcr (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico). Questo reparto d’élite è addestrato per operare in contesti di contaminazione ambientale: dotati di rilevatori multigas avanzati, gli operatori hanno immediatamente isolato l'area per misurare la concentrazione di monossido di carbonio (CO) presente nei locali. L’autopompa del comando provinciale ha fornito il supporto logistico necessario per ventilare gli ambienti e abbattere i livelli di tossicità, una procedura standard ma delicata per evitare che sacche di gas residuo possano stagnare in zone non areate dell'edificio.
Triage pediatrico e monitoraggio dei sintomi
La priorità assoluta è stata la salute dei minori presenti. I sanitari del 118, giunti con diverse unità mobili, hanno allestito un Posto Medico Avanzato (PMA) provvisorio per effettuare un primo triage direttamente in loco. Sotto osservazione clinica sono finiti 12 bambini, due insegnanti e due genitori che si trovavano nella struttura al momento della dispersione.
Il rischio maggiore in questi scenari è legato alla natura subdola del monossido, spesso definito "killer silenzioso" poiché è inodore e incolore. L'esposizione, anche breve, può saturare l'emoglobina nel sangue, riducendo l'apporto di ossigeno ai tessuti. I medici stanno valutando attentamente parametri vitali e saturazione per decidere chi necessita di ossigenoterapia in camera iperbarica o di un semplice ricovero ospedaliero a scopo precauzionale. Al momento, la situazione appare sotto controllo, ma il protocollo prevede un monitoraggio prolungato per escludere conseguenze neurologiche tardive, tipiche delle intossicazioni acute.
Indagini sulla fuga di monossido in un asilo di Milano: sotto accusa la caldaia
Mentre l'aspetto sanitario viene gestito dall'Areu, il fronte investigativo vede impegnati i tecnici dei pompieri e le autorità di pubblica sicurezza per risalire alla genesi dell'incidente. Le prime ispezioni tecniche si stanno concentrando sul locale tecnico e sugli impianti di riscaldamento.
L'ipotesi preponderante riguarda un malfunzionamento della caldaia o una ostruzione delle canne fumarie, che avrebbe impedito la corretta evacuazione dei fumi di combustione, provocando il riflusso del gas all'interno delle aule didattiche. Spesso, sbalzi termici improvvisi o manutenzioni non ottimali possono trasformare un impianto termico in una trappola. La struttura non potrà riaprire i battenti finché non verrà rilasciato un certificato di ripristino della sicurezza e la totale bonifica degli ambienti, garantendo che nessun residuo tossico minacci l'incolumità dei piccoli ospiti.