Mobilità docenti 2025/26: la LdB salva i contratti senza certificazione
La manovra finanziaria convalida movimenti e assegnazioni provvisorie a rischio per la mancata certificazione del contratto sulla mobilità docenti.
La recente Legge di Bilancio interviene sulla mobilità docenti per l'anno scolastico in corso. Il provvedimento garantisce la validità dei trasferimenti già disposti e delle assegnazioni provvisorie, superando lo stallo della mancata certificazione del contratto.
L'intervento della Legge di Bilancio 2026
Il comma 526 della Legge n.199 del 30 dicembre 2025 introduce una misura di salvaguardia essenziale per il mondo della scuola. La norma stabilisce che, limitatamente all'anno scolastico 2025/2026, restano valide tutte le procedure di gestione del personale già effettuate, nonostante l'assenza della validazione formale degli organi di controllo.
L'intervento legislativo si è reso necessario per evitare il rischio concreto di annullamento delle operazioni. In particolare, la legge mette al sicuro:
i trasferimenti territoriali e professionali;
i passaggi di ruolo e di cattedra;
le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e ATA.
La mancata certificazione sulla mobilità docenti
La validità dei movimenti era a rischio a causa di un blocco burocratico relativo al Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI). La "Certificazione di controllo MEF e FP" rappresenta infatti un passaggio obbligatorio affinché l'accordo sindacale diventi pienamente efficace.
Nonostante il CCNI mobilità sia stato firmato il 29 gennaio 2025 dalle principali sigle sindacali, non ha ancora ricevuto il via libera definitivo. Stessa sorte è toccata all'accordo sulle utilizzazioni siglato nel luglio successivo, lasciando il personale in una situazione di incertezza giuridica fino all'intervento della manovra.
Il nodo dei vincoli triennali
Alla base della mancata convalida da parte degli organi di controllo ci sarebbe un conflitto normativo riguardante la permanenza dei docenti. Il contratto integrativo, infatti, introduce numerose deroghe al vincolo triennale per i neoassunti a partire dal 2023/2024.
Queste deroghe contrattuali entrano in contrasto con le disposizioni più rigide previste dai decreti legge 36/2022 e 44/2023. Probabilmente, il tentativo del contratto di neutralizzare quanto previsto dal decreto legislativo 59/2017 ha causato lo stop della Ragioneria dello Stato, rendendo necessario l'intervento politico per sanare la posizione dei docenti che hanno già ottenuto il movimento.