Mobilità docenti 2026: regole per sedi carcerarie, ospedali e CPIA
Per ottenere il trasferimento su cattedre speciali è obbligatorio indicare una specifica disponibilità nella domanda di trasferimento.
La compilazione della domanda di mobilità docenti 2026 richiede attenzione per chi punta a cattedre in carceri, ospedali o serali. Senza una disponibilità esplicita nelle preferenze sintetiche o l'uso di codici puntuali, il sistema esclude automaticamente queste sedi dall'algoritmo.
Mobilità docenti 2026: come gestire le preferenze per i posti speciali
Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene che le procedure di trasferimento nascondono insidie burocratiche capaci di vanificare le aspettative di un intero anno. In vista delle operazioni per la mobilità docenti 2026/2027, un focus particolare va dedicato a quelle tipologie di posto che spesso vengono considerate "di nicchia" ma che richiedono una procedura di richiesta estremamente rigorosa: parliamo dei posti relativi all’educazione degli adulti (sia nei CPIA per la secondaria di primo grado che negli istituti di secondo grado con percorsi ex DPR 263/2012), delle sedi carcerarie e delle sezioni ospedaliere.
Non basta, infatti, indicare genericamente una zona geografica per concorrere su queste cattedre. Come stabilito dalla normativa vigente, queste sedi, pur facendo parte dell'organico dell’autonomia, non vengono assegnate in automatico se il docente utilizza una preferenza sintetica (comune, distretto o provincia) senza aver flaggato l'apposita casella. Il sistema informativo del Ministero lavora secondo una logica di esclusione: se il candidato non manifesta una volontà inequivocabile di lavorare in un contesto ospedaliero o detentivo, l'algoritmo salterà quelle disponibilità, anche se presenti nel distretto richiesto.
Il vincolo della disponibilità esplicita nel CCNI mobilità 2025-2028
Analizzando il testo del CCNI mobilità 2025-2028, e specificamente l'articolo 6 comma 1, viene confermata la struttura classica della domanda: ogni docente ha a disposizione fino a quindici preferenze. Queste possono essere miste, alternando codici di singole istituzioni scolastiche a codici d'ambito più vasto per la mobilità territoriale (sia provinciale che interprovinciale). Tuttavia, l'articolo 3 comma 4 pone un paletto fondamentale per chi ambisce ai percorsi di secondo livello o alle scuole speciali.
Se un docente esprime una preferenza puntuale (il codice meccanografico specifico della scuola carceraria, per esempio), il problema non si pone. La criticità emerge con le preferenze sintetiche. Per essere assegnati a una sede carceraria, ospedaliera o a un corso serale indicando solo il codice del comune o del distretto, è imperativo aver segnalato la disponibilità specifica nell'apposita sezione del modulo online. Senza questo passaggio tecnico, i posti vacanti in quelle specifiche tipologie non saranno considerati "utili" ai fini del movimento. Dettaglio non trascurabile: chi esprime tale disponibilità potrebbe scavalcare colleghi con punteggio superiore che, pur avendo richiesto lo stesso distretto, non hanno dato la disponibilità per queste sedi particolari.
Priorità e valorizzazione dell'esperienza pregressa
Un aspetto che premia la continuità didattica in contesti complessi è regolato dall'articolo 23 del contratto sulla mobilità. Il sistema riconosce una corsia preferenziale per chi ha già maturato esperienza sul campo. Nello specifico, i docenti che hanno accumulato almeno tre anni di servizio – computando anche l'anno scolastico in corso – presso corsi funzionanti in strutture ospedaliere o istituzioni penitenziarie, godono di una priorità assoluta nelle fasi di mobilità territoriale.
Lo stesso principio si applica al mondo dell'istruzione per adulti. Il personale che ha prestato servizio per un triennio (incluso l'anno corrente) nei corsi serali, nei centri territoriali o nei percorsi di istruzione per adulti, beneficia della medesima precedenza per l'accesso ai C.P.I.A. e ai corsi serali. Si tratta di una misura che mira a stabilizzare il personale in ambiti educativi che richiedono competenze relazionali e metodologiche specifiche, diverse da quelle della didattica tradizionale, valorizzando chi ha già superato, di fatto, un periodo di prova in questi contesti sfidanti.