Nuove Indicazioni Nazionali: l’informatica entra ufficialmente nella scuola primaria

Le direttive ministeriali recepiscono le raccomandazioni UE puntando su pensiero critico e calcolo automatico nel curricolo del primo ciclo di istruzione.

05 febbraio 2026 13:00
Nuove Indicazioni Nazionali: l’informatica entra ufficialmente nella scuola primaria - Bambino al computer
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Con l’avvio della Settimana nazionale delle discipline STEM, il ministro Valditara ha confermato una svolta strutturale: l’informatica alla scuola primaria diventa un pilastro educativo. Le nuove Indicazioni Nazionali allineano l’Italia all’Europa, distinguendo nettamente tra semplice fruizione digitale e la scienza dell’elaborazione dei dati.

La riforma del curricolo: l'informatica nelle nuove Indicazioni Nazionali

L'architettura didattica della scuola italiana sta subendo una trasformazione sostanziale, ufficializzata con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto relativo alle Indicazioni Nazionali per il curricolo. Durante le celebrazioni per la settimana dedicata alle materie scientifiche, il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha posto l'accento sulla necessità di fornire agli studenti, fin dai primi anni di scolarizzazione, gli strumenti interpretativi della realtà contemporanea. Non si tratta più soltanto di saper utilizzare un dispositivo, ma di comprendere la logica che lo governa.

Il documento ministeriale recepisce con puntualità la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea datata 23 novembre 2023. Bruxelles, infatti, ha sollecitato gli Stati membri a integrare l'insegnamento dell'informatica sin dall'inizio dell'istruzione obbligatoria, riconoscendo in questa disciplina una chiave di lettura indispensabile per decodificare il presente. L'obiettivo pedagogico trascende la competenza tecnica: si mira a formare cittadini capaci di esercitare un senso critico vigile, in grado di distinguere le opportunità del web dalle insidie e dai rischi connessi alla navigazione e alla gestione dei dati personali.

Oltre l'uso dei device: la distinzione tra digitale e informatico

Uno degli aspetti più raffinati e tecnicamente rilevanti del nuovo testo normativo risiede nella distinzione epistemologica tra due concetti spesso confusi nel dibattito pubblico: il "digitale" e l'"informatico". Le nuove Indicazioni Nazionali chiariscono che il primo termine si riferisce alla rappresentazione simbolica dei dati, mentre l'informatica è la scienza che si occupa dell'elaborazione automatica delle informazioni.

Questa specificità è cruciale per l'impostazione didattica: l'alunno non deve limitarsi a essere un utente passivo di interfacce grafiche, ma deve avvicinarsi ai processi di astrazione e organizzazione logica. I dispositivi informatici vengono quindi presentati non come scatole magiche, ma come esecutori fedeli di procedimenti di calcolo ideati dall'uomo. Attraverso questo approccio, l'informatica alla scuola primaria assume un valore culturale profondo, allenando la mente alla precisione e alla sequenzialità, competenze trasversali utili in ogni ambito del sapere.

L'integrazione nell'area matematico-scientifico-tecnologica

L'inserimento di questi moduli didattici avviene all'interno dell'area dedicata all'istruzione integrata STEM. L'intento del Ministero è superare la frammentazione dei saperi, proponendo l'informatica come disciplina che fornisce metodi e linguaggi universali. In una società dove gli algoritmi influenzano decisioni economiche e sociali, comprendere i meccanismi di procedimenti di calcolo e automazione diventa un atto di cittadinanza attiva.

La scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione diventano così il laboratorio dove si costruiscono le basi del pensiero computazionale. Non si attende più la scuola secondaria per introdurre concetti complessi; al contrario, si scommette sulla plasticità cognitiva dei più piccoli per radicare una forma mentis orientata al problem solving e alla comprensione profonda delle architetture digitali che permeano la nostra quotidianità.

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