Oltre la polemica: verso una nuova stagione della rappresentanza sindacale
Concretezza, rispetto ed etica per i Dirigenti Scolastici: oltre le polemiche per una tutela professionale seria.
Il recente dibattito che ha interessato le sigle sindacali del mondo della scuola impone una riflessione seria e pacata. Quando la comunicazione si sposta dal piano del merito dei provvedimenti a quello dell’attacco personale, a uscirne indebolita non è solo una parte, ma l’intera categoria professionale. Un linguaggio improntato alla delegittimazione dell'altro non appartiene alla cultura delle istituzioni che i dirigenti scolastici, attuali e futuri, sono chiamati a rappresentare ogni giorno.
Il valore dei fatti e della concretezza
La missione di un'organizzazione sindacale si misura sull'efficacia delle sue interlocuzioni e sulla capacità di incidere concretamente nel processo legislativo. Risultati tangibili, come l'ottenimento di emendamenti favorevoli alla categoria attraverso un lavoro costante con esponenti politici e rappresentanti del Governo, rappresentano la risposta più eloquente a qualsiasi critica. La tutela dei professionisti della scuola richiede un impegno "a fari spenti", fatto di competenza tecnica e diplomazia, piuttosto che di proclami volti a esacerbare gli animi.
Il diritto alla libera scelta associativa
Etichettare come "incoerenti" o "allo sbaraglio" professionisti dello Stato che scelgono liberamente di riconoscersi in nuove forme di rappresentanza costituisce una ferita alla dialettica democratica. La pluralità delle voci è una risorsa, non un ostacolo. Ogni aspirante dirigente possiede l’onestà intellettuale e le competenze per valutare autonomamente a chi affidare la propria tutela, senza bisogno di "patenti di coerenza" distribuite dall'alto.
Costruire uno spazio nuovo
L'attuale scenario evidenzia l'esigenza di aprire nuovi spazi di proposta. La qualità della rappresentanza ai tavoli decisionali deve essere all'altezza della complessità del ruolo del dirigente scolastico. Non si tratta di alimentare "guerre di categoria" — che risultano essere inevitabilmente divisive e controproducenti — ma di promuovere una nuova stagione sindacale fondata su:
Trasparenza: Dire la verità ai colleghi, senza alimentare false illusioni o timori infondati.
Etica professionale: Mantenere un profilo comunicativo sobrio, rispettoso e istituzionale.
Identità: Una rappresentanza che nasce "nella" categoria, composta da chi vive quotidianamente le sfide delle istituzioni scolastiche e ne condivide gli interessi in prima persona.
In conclusione, il tempo è spesso il miglior giudice delle azioni umane e professionali. Piuttosto che sprecare energie in repliche aspre, la priorità deve rimanere la costruzione di proposte serie e credibili. La categoria merita un dibattito elevato, che guardi al futuro del sistema scolastico nazionale con lungimiranza e senso di responsabilità, lasciandosi alle spalle ricostruzioni caricaturali e attacchi personali che nulla aggiungono alla crescita professionale di chi guida la scuola italiana.
Dirigenti Scolastici (DM 107/2023)