Operatore scolastico dal 2027: cosa cambia per le supplenze ATA nella scuola?

L'operatore scolastico arriverà dal 2027, ma non porterà in automatico più supplenze: ecco perché secondo il sindacato.

28 giugno 2026 10:00
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L'arrivo della figura dell'operatore scolastico, atteso per il 2027, fa sperare in nuove occasioni di lavoro per il personale ATA. Le cose, però, non sono così semplici. Secondo Anief, la novità non significa più posti, ma solo il passaggio a una diversa area professionale. Capire la differenza è importante per chi punta a una supplenza nella scuola.

Cosa cambia davvero con l'operatore scolastico

A spiegare la questione è stato Alberico Sorrentino, di Anief-Condir, durante una diretta organizzata da Orizzonte Scuola. Il sindacalista è stato chiaro: «Non ci sarà un aumento automatico dei posti». In pratica, non nascono ruoli aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti. Si tratta invece di un passaggio di area, cioè di una riorganizzazione interna del personale. Per questo non è corretto dire che la nuova figura porterà, da sola, più chiamate per le supplenze. Il numero dei posti resta legato alle reali esigenze delle scuole e non cambia per il solo fatto che nasce un nuovo profilo.

Mansioni diverse dal collaboratore scolastico

Il nuovo profilo non coincide con quello del collaboratore scolastico. I compiti, infatti, sono in parte differenti. L'operatore si occuperà soprattutto dell'assistenza agli alunni con disabilità e del supporto agli uffici amministrativi, come indicato dalle declaratorie contrattuali. Questo significa un ruolo più orientato al sostegno diretto delle persone e all'attività delle segreterie. La distinzione è utile anche per chi sceglie a quali graduatorie iscriversi. Conoscere bene le mansioni aiuta a capire quale profilo risponde meglio alle proprie competenze e alle proprie aspettative di carriera nella scuola.

Gli effetti dell'operatore scolastico sullo stipendio

Il passaggio alla nuova area ha conseguenze anche sulla busta paga. Chi otterrà il cambio perderà l'eventuale posizione economica maturata in precedenza. In cambio, però, riceverà un diverso trattamento tabellare, legato alla nuova area di appartenenza. L'effetto finale sullo stipendio non è uguale per tutti. Dipende infatti dalla situazione personale del lavoratore e dagli importi davvero riconosciuti caso per caso. Per questo conviene valutare con attenzione la propria posizione prima di scegliere. Un confronto tra il vecchio e il nuovo inquadramento permette di capire se il passaggio risulta vantaggioso oppure no.

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