Pensionati italiani all’estero: mete, vantaggi fiscali e costo della vita

Trasferirsi dopo il lavoro attira sempre più pensionati italiani all’estero: tasse più leggere, spese ridotte e una qualità di vita percepita come più sostenibile.

21 maggio 2026 12:00
Pensionati italiani all’estero: mete, vantaggi fiscali e costo della vita  - Pensioni all'estero
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I pensionati italiani all’estero cercano soprattutto tre cose: risparmio, stabilità e maggiore potere d’acquisto. Non si tratta solo di inseguire il sole o il mare, ma di valutare con attenzione fiscalità, sanità, affitti, servizi e regole sulla residenza. Secondo i dati citati nel testo di partenza, nel 2024 l’Inps ha contato 228.600 pensionati residenti fuori dall’Italia, confermando una tendenza in crescita negli ultimi anni.

Dove vanno i pensionati italiani all’estero

Le mete più citate sono Spagna, Portogallo, Tunisia, Albania, Grecia, Bulgaria e Romania. Ogni Paese offre vantaggi diversi: alcuni puntano su tasse ridotte, altri su affitti bassi, clima mite e servizi accessibili. La scelta dipende dal tipo di pensione, dalla residenza fiscale e dalla capacità di adattarsi a un nuovo contesto. Per molti pensionati italiani all’estero, la vera priorità è far durare di più l’assegno mensile senza rinunciare a casa, salute e vita sociale.

Portogallo e Spagna tra qualità della vita e nuove regole

Il Portogallo è stato a lungo considerato una destinazione privilegiata grazie al regime per residenti non abituali, che prevedeva una tassazione favorevole sulle pensioni estere. Dal 2024, però, questo scenario è cambiato con l’abolizione del regime speciale. La Spagna, invece, resta attraente per servizi, clima e costo della vita in aree come Andalusia, Costa Blanca e Canarie. Qui il risparmio non nasce tanto da un forte sconto fiscale, quanto da spese quotidiane spesso più contenute rispetto alle grandi città italiane.

Albania e Tunisia, le mete emergenti

Tra le destinazioni più discusse ci sono Albania e Tunisia, considerate da molti le nuove frontiere della pensione con maggiore valore reale. In Tunisia il vantaggio fiscale può essere rilevante grazie alla deduzione dell’80% dell’imponibile sulla pensione, se il trasferimento è effettivo e conforme alle regole. L’Albania, invece, attira soprattutto pensionati con assegni privati, grazie a un possibile trattamento fiscale molto favorevole sulle pensioni estere. A pesare sono anche affitti, ristorazione e servizi spesso meno costosi.

Grecia, Bulgaria e Romania: risparmio oltre il fisco

La Grecia offre una flat tax del 7% per pensionati con redditi esteri che rispettano determinati requisiti di residenza. La Bulgaria applica una flat tax del 10%, ma i benefici non sono automatici e dipendono dal tipo di pensione. La Romania, invece, convince soprattutto per il costo della vita inferiore rispetto all’Europa occidentale. In questi Paesi il vantaggio principale può derivare più da spese basse, abitazioni accessibili e servizi economici che da un taglio netto delle imposte.

Cosa valutare prima di trasferirsi

Prima di scegliere una meta, i pensionati italiani all’estero dovrebbero verificare la convenzione fiscale tra Italia e Paese di destinazione, il trattamento delle pensioni pubbliche e private, il sistema sanitario, il costo degli affitti e i requisiti per ottenere la residenza fiscale. Un trasferimento solo formale può creare problemi con il Fisco. La decisione va quindi presa considerando documenti, tasse, sanità e qualità della vita reale, non soltanto le promesse di risparmio.

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