Referendum costituzionale scuole: stop alle comunicazioni

In vista del referendum di marzo 2026, scatta la par condicio: gli istituti scolastici devono sospendere la comunicazione istituzionale.

21 febbraio 2026 18:00
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Il referendum costituzionale scuole porta con sé stringenti limitazioni per le attività informative. In vista della consultazione in materia di giustizia, in programma per il 22 e 23 referendum marzo 2026, scatta il divieto di comunicazione per tutti gli istituti del territorio. La normativa vigente, infatti, impone la massima neutralità: fino alla chiusura definitiva delle urne, le amministrazioni pubbliche devono sospendere la diffusione di messaggi istituzionali, limitandosi esclusivamente alle comunicazioni impersonali e strettamente necessarie per garantire l'ordinario funzionamento del servizio scolastico.

Il quadro normativo e le tempistiche

La regolamentazione di questo periodo transitorio si basa sull'articolo 9 della legge n. 28 del 22 febbraio 2000. Questa norma disciplina la par condicio, un principio fondamentale ideato per prevenire qualsiasi interferenza istituzionale durante le campagne elettorali e referendarie.

I punti salienti della normativa prevedono che:

  • Il divieto entra in vigore dal momento della convocazione dei comizi elettorali.

  • Il blocco delle comunicazioni termina solo alla chiusura delle operazioni di voto.

  • Le uniche eccezioni riguardano le informazioni indispensabili per l'assolvimento delle funzioni pubbliche, che devono comunque essere trasmesse in forma neutra.

Le direttive per i dirigenti scolastici

L'Ufficio Scolastico Regionale ha recentemente diffuso una nota per richiamare i dirigenti scolastici al rigoroso rispetto di tali disposizioni. L'invito alla cautela coinvolge ogni aspetto dell'attività comunicativa della scuola.

Nello specifico, le limitazioni si applicano a:

  • Siti web istituzionali, che non devono ospitare contenuti estranei all'organizzazione didattica.

  • Canali social network dell'istituto, da utilizzare con estrema moderazione.

  • Circolari interne rivolte a personale, studenti e famiglie.

  • Eventi pubblici e manifestazioni organizzate dalla scuola.

L'obiettivo finale è quello di mantenere un ambiente educativo imparziale, dove ogni atto formale sia esclusivamente funzionale alla didattica e all'organizzazione, nel pieno rispetto del confronto democratico in corso nel Paese.

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