Referendum costituzionale scuole: stop alle comunicazioni
In vista del referendum di marzo 2026, scatta la par condicio: gli istituti scolastici devono sospendere la comunicazione istituzionale.
Il referendum costituzionale scuole porta con sé stringenti limitazioni per le attività informative. In vista della consultazione in materia di giustizia, in programma per il 22 e 23 referendum marzo 2026, scatta il divieto di comunicazione per tutti gli istituti del territorio. La normativa vigente, infatti, impone la massima neutralità: fino alla chiusura definitiva delle urne, le amministrazioni pubbliche devono sospendere la diffusione di messaggi istituzionali, limitandosi esclusivamente alle comunicazioni impersonali e strettamente necessarie per garantire l'ordinario funzionamento del servizio scolastico.
Il quadro normativo e le tempistiche
La regolamentazione di questo periodo transitorio si basa sull'articolo 9 della legge n. 28 del 22 febbraio 2000. Questa norma disciplina la par condicio, un principio fondamentale ideato per prevenire qualsiasi interferenza istituzionale durante le campagne elettorali e referendarie.
I punti salienti della normativa prevedono che:
Il divieto entra in vigore dal momento della convocazione dei comizi elettorali.
Il blocco delle comunicazioni termina solo alla chiusura delle operazioni di voto.
Le uniche eccezioni riguardano le informazioni indispensabili per l'assolvimento delle funzioni pubbliche, che devono comunque essere trasmesse in forma neutra.
Le direttive per i dirigenti scolastici
L'Ufficio Scolastico Regionale ha recentemente diffuso una nota per richiamare i dirigenti scolastici al rigoroso rispetto di tali disposizioni. L'invito alla cautela coinvolge ogni aspetto dell'attività comunicativa della scuola.
Nello specifico, le limitazioni si applicano a:
Siti web istituzionali, che non devono ospitare contenuti estranei all'organizzazione didattica.
Canali social network dell'istituto, da utilizzare con estrema moderazione.
Eventi pubblici e manifestazioni organizzate dalla scuola.
L'obiettivo finale è quello di mantenere un ambiente educativo imparziale, dove ogni atto formale sia esclusivamente funzionale alla didattica e all'organizzazione, nel pieno rispetto del confronto democratico in corso nel Paese.