Registro elettronico, l'opinione di Filippo Caccamo: 'Si tratta del male assoluto'
Dura critica del docente al sistema di sorveglianza digitale: l'ossessione dei genitori soffoca l'autonomia dei figli a scuola.
Ospite del Poretcast, Filippo Caccamo offre una disamina spietata del registro elettronico. Secondo l'attore, la digitalizzazione scolastica è divenuta veicolo di frustrazioni genitoriali e controllo ossessivo, privando i giovani di esperienze cruciali per la loro crescita.
L'impatto del registro elettronico sull'autonomia degli studenti
Nel corso del dialogo con Giacomo Poretti, l'attore e docente lodigiano ha scardinato la narrazione comune sull'utilità della tecnologia scolastica, etichettando senza mezzi termini il registro elettronico come "il male assoluto". L'argomentazione di Caccamo non si limita a una critica tecnica, ma affonda le radici in una questione pedagogica profonda: la rimozione sistematica della possibilità di errore e della conseguente gestione dello stesso. In passato, pratiche trasgressive come il "bigiare" o la falsificazione di una firma, seppur illecite, costituivano per gli studenti un banco di prova fondamentale per l'assunzione di responsabilità e il brivido dell'autonomia.
Oggi, tale spazio di manovra è stato azzerato da un sistema di notifica immediata che trasforma la scuola in un ambiente di sorveglianza panottica. Caccamo evidenzia con ironia amara come la sensazione di "criminalità organizzata" provata nel falsificare una giustificazione fosse, paradossalmente, un momento formativo insostituibile per la costruzione dell'identità. La retorica sulla privacy, definita dall'ospite come un "imbroglio", crolla di fronte alla trasparenza totale imposta alle famiglie, che monitorano ogni respiro accademico dei figli in tempo reale.
Psicologia genitoriale e la proiezione delle frustrazioni
Il cuore dell'intervento di Filippo Caccamo si sposta poi sulle dinamiche familiari patologiche innescate da questo strumento. Il controllo parentale non nasce da una cura autentica, bensì dalla frustrazione degli adulti che tentano di riscattare i propri fallimenti attraverso il percorso dei figli. L'attore sottolinea come il registro sia diventato il mezzo attraverso cui i genitori esercitano una pressione psicologica costante, nel terrore che i ragazzi possano replicare i loro errori o trovarsi nelle medesime condizioni di precarietà esistenziale.
L'esperienza diretta di Caccamo dietro la cattedra conferma un dato allarmante: l'aggressività verbale e le critiche non sono quasi mai dirette al sistema o agli insegnanti in quanto tali, ma vengono riversate sui figli stessi quando non performano secondo le aspettative. La scuola cessa di essere un luogo di apprendimento per divenire un'arena competitiva dove l'adulto gioca la propria partita per interposta persona, impedendo al giovane di sviluppare una reale consapevolezza dei propri limiti e talenti.
Conseguenze a lungo termine: l'incapacità di accettarsi
L'analisi si conclude con una riflessione sulle ripercussioni future di questo modello educativo iper-controllato. Alimentare aspettative irrealistiche nei bambini e negli adolescenti crea i presupposti per adulti perennemente insoddisfatti, incapaci di fare pace con la propria natura. Il registro elettronico, eliminando la "zona grigia" tra casa e istituto scolastico, impedisce quel distacco necessario affinché lo studente possa elaborare i propri successi e insuccessi in solitudine o con i pari, prima di doverne rendere conto all'autorità familiare. La "grande pace" citata da Caccamo, ovvero l'accettazione serena di ciò che si è, diventa un traguardo irraggiungibile in un contesto dove ogni passo falso viene tracciato, notificato e giudicato istantaneamente.
La perdita della negoziazione
Da osservatore delle dinamiche scolastiche ed educative, emerge un aspetto che l'analisi puramente tecnica spesso trascura: la perdita della capacità di negoziazione. Il registro elettronico ha eliminato quel momento cruciale in cui lo studente doveva guardare negli occhi il genitore e spiegare un brutto voto o una nota. Quella transazione emotiva e verbale insegnava soft skills fondamentali: il coraggio di confessare, la capacità di argomentare e la gestione della delusione altrui. Sostituendo questo confronto umano con una notifica push su uno smartphone, abbiamo creato una "burocratizzazione degli affetti" che rischia di rendere i ragazzi emotivamente analfabeti di fronte al fallimento.
Domande Frequenti (FAQ)
Perché Filippo Caccamo definisce il registro elettronico "il male assoluto"? Caccamo ritiene che lo strumento privi gli studenti di spazi di autonomia e responsabilità, eliminando esperienze formative essenziali, inclusa la gestione dell'errore e della trasgressione.
In che modo i genitori usano il registro scolastico secondo Caccamo? Secondo l'attore, molti genitori utilizzano il registro come strumento di controllo ossessivo, proiettando le proprie frustrazioni e insicurezze sui figli e impedendo loro di vivere serenamente il percorso scolastico.
Qual è il legame tra privacy e registro elettronico nell'intervista? Caccamo denuncia l'ipocrisia della gestione della privacy nelle scuole: mentre formalmente si tutelano i dati, di fatto il registro espone gli studenti a una sorveglianza continua che annulla ogni riservatezza nei confronti della famiglia.
Dove ha rilasciato queste dichiarazioni Filippo Caccamo? Le dichiarazioni sono state rilasciate durante la sua partecipazione al Poretcast, il podcast condotto da Giacomo Poretti.
Quali sono le conseguenze a lungo termine di questo controllo? L'iper-controllo genera aspettative irrealistiche nei ragazzi, rendendo difficile per loro, una volta adulti, accettare la propria identità e fare pace con i propri limiti reali.