Riforma pensioni 2027: flessibilità in uscita e sostenibilità dei conti, l'Inps lancia l'allarme

La riforma pensioni 2027 potrebbe confermare Ape sociale e isopensione, ma l’Inps avverte sui rischi per gli importi futuri.

26 maggio 2026 19:00
Riforma pensioni 2027: flessibilità in uscita e sostenibilità dei conti, l'Inps lancia l'allarme - INPS
INPS
Condividi

La riforma pensioni 2027 è già al centro del confronto tra Inps, Covip e Ministero del Lavoro. L’ipotesi più concreta riguarda la proroga dell’Ape sociale e dell’isopensione, strumenti pensati per favorire l’uscita anticipata dal lavoro. Sullo sfondo, però, cresce una preoccupazione: con il passaggio al sistema contributivo, gli assegni futuri potrebbero risultare più bassi rispetto al passato.

Riforma pensioni 2027 e rischio assegni ridotti

Secondo l’Inps, il sistema previdenziale oggi resta stabile, ma le prospettive richiedono prudenza. Il presidente Gabriele Fava ha evidenziato che l’ente gestisce milioni di assicurati e pensioni pagate con regolarità, ma il vero nodo riguarda il valore degli assegni di domani. Con il calcolo basato sui contributi versati, chi avrà carriere discontinue, stipendi bassi o lunghi periodi senza lavoro rischia una pensione meno adeguata. A pesare sono anche l’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite.

Uscita volontaria a 64 anni per i lavoratori fragili

Tra le ipotesi della prossima Legge di Bilancio c’è la conferma dell’Ape sociale, ma con un possibile innalzamento dell’età a 64 anni. La misura resterebbe rivolta soprattutto a lavoratori fragili, caregiver, disoccupati e addetti a mansioni gravose. Anche l’isopensione potrebbe essere prorogata, offrendo alle aziende uno strumento per accompagnare alcuni dipendenti verso il pensionamento. La flessibilità in uscita resta quindi un punto centrale della previdenza, ma dovrà essere compatibile con la sostenibilità dei conti pubblici.

Previdenza complementare e nuove regole dal 2026

Prima della riforma pensioni 2027, alcune novità arriveranno già nel 2026. Dal 1° luglio è previsto l’accantonamento del TFR dei nuovi assunti verso percorsi più orientati alla crescita del capitale, con soluzioni differenziate anche in base all’età. Dal 31 ottobre partirà invece la portabilità dei fondi pensione, pensata per dare maggiore libertà di scelta ai lavoratori. L’obiettivo è rafforzare la previdenza complementare, sempre più importante per integrare assegni pubblici potenzialmente meno generosi.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail