Ritardi Carta del Docente: FLC CGIL diffida il MIM

Superata la scadenza di gennaio per il bonus formazione: scatta la messa in mora verso il Ministero per tutelare il diritto all'aggiornamento.

03 febbraio 2026 18:45
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Il mese di febbraio è iniziato senza novità sulla Carta del Docente. Disattese le tempistiche del DL 127/2025: la FLC CGIL ha avviato una diffida contro il MIM per sbloccare i fondi destinati alla formazione e agli strumenti didattici degli insegnanti.

La violazione delle scadenze e il blocco della Carta del Docente

Nonostante l'avanzamento dell'anno scolastico, la piattaforma ministeriale dedicata al bonus formazione risulta ancora inaccessibile, creando un forte disagio nel mondo della scuola. Il quadro normativo, recentemente aggiornato dal DL 127/2025, imponeva al Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) una scadenza precisa: entro il mese di gennaio avrebbero dovuto essere pubblicate le disposizioni attuative riguardanti i criteri di ripartizione e l'ammontare esatto del beneficio economico. Tale termine è decorso senza alcun atto ufficiale.

La situazione attuale segna una netta discontinuità rispetto alle prassi amministrative degli anni precedenti, quando l'attivazione del borsellino elettronico avveniva generalmente entro il mese di settembre. Questo slittamento temporale, denunciato con forza dalla FLC CGIL, impedisce di fatto al corpo docente di programmare con efficacia le attività di aggiornamento professionale e l'acquisto di sussidi hardware e software, strumenti ormai imprescindibili per una didattica moderna e inclusiva. Il ritardo non è una mera questione burocratica, ma impatta direttamente sulla qualità dell'offerta formativa erogata agli studenti.

Incertezza sugli importi: il rischio di taglio del bonus

Oltre alle tempistiche, a preoccupare i sindacati e i lavoratori della conoscenza è l'incognita sull'entità delle risorse. Esiste il concreto timore che il valore nominale del voucher possa scendere al di sotto della soglia storica dei 500 euro. Questa eventualità è legata all'estensione della platea dei beneficiari: il riconoscimento del diritto alla formazione anche per i docenti precari — una vittoria sindacale e giuridica necessaria — non è stato accompagnato da un adeguato stanziamento di fondi aggiuntivi.

Senza un incremento del capitolo di spesa dedicato, la torta da spartire rimane la stessa, ma i commensali aumentano, portando inevitabilmente a una riduzione della quota pro capite. In questo contesto di incertezza, la FLC CGIL evidenzia come lasciare gli insegnanti in un limbo informativo a metà anno scolastico sia un segnale politico negativo da parte del dicastero di Viale Trastevere, che sembra sminuire la centralità della valorizzazione professionale del personale scolastico.

L'azione legale della FLC CGIL e l'esclusione del personale ATA

Di fronte al perdurare del silenzio istituzionale, l'organizzazione sindacale ha deciso di passare alle vie legali. I legali della Federazione Lavoratori della Conoscenza hanno ricevuto mandato per procedere con la diffida e messa in mora del Ministero, un atto formale volto a esigere l'immediato rispetto degli obblighi di legge e l'erogazione delle somme spettanti.

La vertenza, tuttavia, non riguarda solo i docenti di ruolo e i supplenti annuali. Resta aperta, e oggetto di forte critica sindacale, la questione relativa al personale ATA. Nonostante il ruolo fondamentale svolto all'interno della comunità educante e la crescente necessità di competenze tecniche e amministrative aggiornate, gli assistenti tecnici e amministrativi continuano ad essere esclusi da questo specifico benefit per la formazione in servizio. Una disparità di trattamento che il sindacato considera un'iniquità legislativa da sanare al più presto per garantire pari dignità a tutte le figure professionali della scuola.

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