Scandicci, professore non vedente escluso dalla gita a Dublino: scoppia la polemica
Il caso al Russell Newton: Jacopo Lilli non accompagnerà la classe a Dublino per questioni di responsabilità e prudenza amministrativa.
Polemica a Scandicci dove un professore non vedente escluso dalla gita non seguirà gli studenti in Irlanda. La dirigenza scolastica motiva la scelta con la necessità di tutela legale e rigorosa vigilanza, respingendo le accuse di discriminazione e citando normative sulla sicurezza.
Il caso del Liceo Russell Newton e lo stage a Dublino
Una vicenda complessa scuote l'ambiente scolastico toscano, sollevando interrogativi delicati sul bilanciamento tra inclusione lavorativa e normative sulla sicurezza negli istituti pubblici. Al centro della cronaca troviamo il Liceo Russell Newton di Scandicci, dove un docente di lingua inglese, Jacopo Lilli, non figurerà tra gli accompagnatori dello stage linguistico previsto per una classe dell'indirizzo di Scienze Umane. Il viaggio d'istruzione, programmato nella finestra temporale tra il 25 febbraio e il 3 marzo, porterà gli studenti a Dublino, con ospitalità prevista presso famiglie locali per un'immersione culturale completa.
La genesi della controversia risale alla fase organizzativa autunnale: nonostante Jacopo Lilli, 40 anni e non vedente, segua didatticamente la classe durante l'anno scolastico, il suo nominativo non è stato inserito nella lista ufficiale dei supervisori. Una circostanza che ha generato perplessità, considerando che, stando alle ricostruzioni del Corriere Fiorentino, il docente era stato l'unico membro del consiglio di classe a manifestare formalmente la propria disponibilità a partire. Tale richiesta, supportata anche dalle famiglie e dagli stessi alunni, si è tuttavia infranta contro le valutazioni amministrative dell'istituto, che ha optato per affidare la scolaresca ad altri colleghi.
Professore non vedente escluso dalla gita: il nodo della responsabilità
Il cuore della decisione, che ha portato all'esclusione del professore non vedente dalla gita, risiede in una rigorosa interpretazione delle norme sulla vigilanza. La Dirigente Scolastica, Anna Maria Abbado, ha fermamente respinto ogni lettura discriminatoria dell'accaduto, inquadrando la scelta in un'ottica di tutela istituzionale e personale. In un contesto operativo complesso come un viaggio all'estero, la figura dell'accompagnatore non riveste un ruolo meramente educativo, ma assume una posizione di garanzia legale.
La preside ha evidenziato come i docenti in trasferta siano chiamati a sottoscrivere una specifica assunzione di responsabilità, che ha risvolti diretti sia sul codice civile che su quello penale. La tesi della dirigenza è che la "culpa in vigilando" — l'obbligo di sorvegliare l'integrità fisica dei minori — richieda standard operativi che, in caso di incidente o contenzioso, potrebbero esporre sia il singolo insegnante che l'amministrazione statale a conseguenze gravissime. "Sarebbe una responsabilità troppo grossa", ha specificato la dirigente, sottolineando come la prudenza amministrativa imponga di prevenire situazioni potenzialmente rischiose per tutte le parti coinvolte.
Normativa, sicurezza e gestione delle risorse pubbliche
Oltre agli aspetti legali, la decisione del vertice scolastico di Scandicci si ancora a valutazioni di natura logistica ed economica. L'organizzazione di uno stage linguistico internazionale impone una "valutazione rafforzata" delle condizioni di sicurezza, un parametro che diventa stringente quando si utilizzano risorse pubbliche. La dirigenza ha chiarito che ogni viaggio d'istruzione viene analizzato caso per caso, valutando il contesto specifico e l'efficacia della catena di comando e controllo.
Non si tratta, dunque, di una preclusione rivolta alla persona del professor Lilli, bensì di una misura cautelativa strutturale. La preside Abbado ha ribadito la necessità di evitare soluzioni organizzative che potrebbero risultare prive di una solida copertura normativa o non compatibili con i protocolli di gestione del rischio. In questo scenario, la priorità assegnata alla sicurezza degli studenti e alla tutela dell'istituzione scolastica ha prevalso sulle dinamiche relazionali e didattiche, accendendo tuttavia un faro su quanto il sistema scolastico sia effettivamente preparato a gestire la piena operatività del personale con disabilità in contesti non ordinari.