Secondo ciclo Indire e TFA sostegno: le regole sulla compatibilità dei corsi
Gestire l'iscrizione al corso di specializzazione dopo l'abilitazione evitando l'incompatibilità con la frequenza obbligatoria.
Chiariamo i dubbi sulla possibilità di accedere al TFA Sostegno e Abilitazione nello stesso anno accademico. La normativa vigente impone limiti precisi riguardo la doppia immatricolazione in corsi con frequenza obbligatoria per gli aspiranti docenti.
Il nodo della frequenza obbligatoria nei percorsi formativi
Nel complesso panorama del reclutamento scolastico, una delle criticità maggiori per i docenti riguarda la sovrapposizione tra i diversi iter formativi. La questione centrale non è tanto la possibilità astratta di frequentare due corsi universitari — opzione sdoganata dalla fine del divieto di doppia immatricolazione — quanto la specifica natura dei percorsi abilitanti. Sia il TFA Sostegno che i percorsi abilitanti (come i 30 o 60 CFU) prevedono infatti un rigido obbligo di frequenza.
La normativa attuale stabilisce che non è possibile essere contemporaneamente immatricolati in due corsi che richiedano la presenza obbligatoria alle lezioni. Questo vincolo tecnico crea un collo di bottiglia per molti aspiranti insegnanti che, guardando al 2026, sperano di ottimizzare i tempi conseguendo sia il titolo su materia che la specializzazione sul sostegno. È fondamentale comprendere che l'incompatibilità scatta nel momento in cui le due frequenze si sovrappongono temporalmente: se lo studente risulta attivo e frequentante su un fronte, non può formalizzare l'immatricolazione sull'altro.
Iscrizione TFA Sostegno post abilitazione: le tempistiche operative
Analizzando le scadenze previste, emerge uno scenario operativo percorribile per chi conseguirà l'abilitazione all'inizio del nuovo anno solare. Se un docente termina il proprio percorso abilitante entro gennaio 2026, si apre tecnicamente la finestra per l'accesso al TFA Sostegno. La discriminante è lo status dello studente al momento della nuova iscrizione: per procedere, il precedente percorso deve risultare formalmente concluso.
Non vi è dunque un divieto assoluto basato sull'anno accademico, bensì un divieto di contemporaneità. Chi ottiene l'abilitazione, chiudendo la propria posizione amministrativa con l'ateneo prima dell'avvio delle procedure di immatricolazione per la specializzazione, potrà iscriversi legittimamente. Al contrario degli anni passati, in cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito aveva concesso deroghe specifiche permettendo il congelamento di un percorso a favore dell'altro (spesso a causa di decreti pubblicati in ritardo), al momento non sussistono provvedimenti che autorizzino la doppia frequenza attiva.
Strategie per il Secondo ciclo Indire e sospensione della carriera
In vista dell'attivazione del secondo ciclo Indire e dei futuri bandi, i docenti devono valutare attentamente le proprie mosse. Una strategia amministrativa, nota a chi bazzica le segreterie universitarie da anni, riguarda la "prenotazione" del posto. È possibile, in specifici casi, procedere all'iscrizione per il percorso abilitante e richiederne la sospensione (o congelamento) immediata.
Questa tattica si rivela essenziale per chi rientra in classi di concorso con posti limitati o desidera frequentare in uno specifico Ateneo, ma intende dare priorità temporale al sostegno. La sospensione permette di bloccare il diritto alla frequenza senza incorrere nell'incompatibilità, posticipando il completamento dei CFU abilitanti a un momento successivo. Questa opzione sarà cruciale nelle prossime settimane, quando la pubblicazione dei nuovi bandi costringerà migliaia di precari a scegliere su quale "cavallo" puntare per primo, in attesa di eventuali — ma non garantiti — chiarimenti ministeriali sulla contemporaneità.