Servizio civile universale nei Vigili del Fuoco: approvati 239 posti per il bando 2025

Il Ministero dell'Interno conferma i progetti per 239 volontari: un anno di formazione e cittadinanza attiva nel Corpo Nazionale.

06 febbraio 2026 14:00
Servizio civile universale nei Vigili del Fuoco: approvati 239 posti per il bando 2025 - servizio civile universale
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Confermati 239 posti per il Servizio civile universale nei Vigili del Fuoco nel 2025. Il sottosegretario Prisco annuncia l'imminente pubblicazione del bando per i giovani under 28, offrendo un percorso formativo di 12 mesi incentrato sulla cultura della sicurezza e la gestione delle emergenze.

Via libera ai progetti di Servizio civile universale nei Vigili del Fuoco

Una nuova finestra si apre per le nuove generazioni desiderose di operare nel settore del soccorso pubblico. Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile ha formalmente autorizzato l'avvio di due specifici progetti nell'ambito del Servizio civile universale per l'annualità 2025. L'ufficialità è giunta attraverso le parole di Emanuele Prisco, sottosegretario al Ministero dell'Interno con delega ai Vigili del Fuoco, che ha delineato i contorni di un'iniziativa capillare: saranno 239 i posti disponibili, ripartiti su tutto il territorio nazionale, garantendo una copertura geografica estesa.

Questa opportunità si rivolge alla fascia demografica compresa tra i 18 e i 28 anni, offrendo un contratto di servizio della durata di 12 mesi. Sebbene la procedura di selezione non sia ancora attiva, l'annuncio funge da preavviso per l'uscita del bando di concorso, prevista nelle prossime settimane. Per molti aspiranti operatori volontari, l'ingresso nelle sedi del Corpo Nazionale rappresenta spesso il primo contatto diretto con le istituzioni e una palestra di vita fondamentale per il passaggio all'età adulta.

L'impegno del Viminale per la formazione giovanile

La riconferma di questi contingenti non è un atto puramente amministrativo, ma risponde a una precisa strategia formativa del Viminale. Il sottosegretario Prisco ha posto l'accento sulla valenza educativa del progetto, che trascende il semplice concetto di volontariato. Entrare nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, anche se in veste di operatore del servizio civile, significa immergersi in una realtà basata sulla coesione e sul servizio alla comunità.

L'obiettivo dichiarato è quello di permettere a oltre duecento ragazzi di "fare squadra", sviluppando una dimensione di cittadinanza attiva che spesso manca nei percorsi scolastici tradizionali. Non si tratta solo di indossare una divisa, ma di assimilare i valori della responsabilità civica, della convivenza e, aspetto sempre più cruciale nelle cronache odierne, del rispetto dell'ambiente. La cultura della sicurezza diventa così un patrimonio condiviso, trasmesso dai professionisti del soccorso alle nuove leve.

Un percorso professionalizzante per la gestione delle emergenze

Dal punto di vista pratico, l'esperienza si configura come un vero e proprio tirocinio operativo. Chi ha vissuto le precedenti edizioni del servizio civile nel Corpo sa che l'anno di attività non è statico: si acquisiscono competenze trasversali (soft skills) e tecniche (hard skills) difficilmente replicabili altrove. Prisco ha definito questa opportunità una "scuola di competenze pratiche e teoriche", con un focus specifico sulla gestione delle emergenze.

Le abilità maturate durante i 12 mesi non si esauriscono con il termine del servizio, ma diventano un bagaglio spendibile nel mercato del lavoro. La familiarità con i protocolli di sicurezza, la capacità di lavorare sotto stress e la gestione del rischio sono, infatti, requisiti sempre più richiesti dalle aziende. In attesa del bando ufficiale, i giovani interessati dovranno monitorare i canali istituzionali del Dipartimento per non perdere l'occasione di candidarsi a uno dei 239 posti autorizzati.

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