Sicurezza a scuola, DIRIGENTISCUOLA: 'Verso l'uso dei metal detector'

Dirigentiscuola sostiene la linea del ministro Valditara dopo i fatti di La Spezia: servono controlli mirati e responsabilità delle famiglie.

21 gennaio 2026 10:00
Sicurezza a scuola, DIRIGENTISCUOLA: 'Verso l'uso dei metal detector' - DIRIGENTISCUOLA
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L'omicidio dello studente Youssef Abanoub impone una riflessione urgente sulla sicurezza scolastica. Il sindacato Dirigentiscuola apre all'uso dei metal detector a scuola, chiedendo però norme chiare per la gestione degli ingressi e il supporto di operatori qualificati per evitare il caos logistico.

Metal detector a scuola: la risposta all’escalation di violenza

La tragica morte di Youssef Abanoub, il giovane di origini egiziane ucciso nell’Istituto professionale ‘Domenico Chiodo’ di La Spezia, ha segnato un punto di non ritorno nel dibattito sulla sicurezza negli istituti scolastici. La proposta avanzata dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di introdurre dispositivi di controllo agli ingressi, trova una sponda concreta nel sindacato dei presidi. Dirigentiscuola, attraverso il suo presidente nazionale Attilio Fratta, ha definito la misura non solo possibile, ma necessaria per arginare un fenomeno che trascende il singolo episodio di cronaca.

Non si tratta più di casi isolati, ma di una tendenza sistemica. Il sindacato denuncia da tempo come le scuole siano diventate teatro di un'aggressività crescente che non risparmia nessuno: dagli studenti ai docenti, fino ai dirigenti stessi. La posizione dei presidi è pragmatica: sebbene l'educazione rimanga il pilastro fondamentale per la formazione della personalità, non può essere l'unico argine fisico contro chi introduce armi, coltelli o sostanze illecite in classe. Fratta sottolinea l'urgenza di sanzionare le famiglie per la cosiddetta "culpa in educando", ribadendo che la scuola non può sostituirsi integralmente al ruolo genitoriale nel controllo preventivo di ciò che finisce negli zaini dei ragazzi.

Gestione operativa e rischi logistici: l'analisi dei presidi

L'introduzione dei metal detector pone tuttavia sfide operative non indifferenti che richiedono una pianificazione meticolosa. L'obiettivo è duplice: garantire la sicurezza e, contemporaneamente, non trasformare le scuole in fortezze inaccessibili o creare colli di bottiglia ingestibili all'inizio delle lezioni. Il ricordo delle difficoltà logistiche vissute durante la pandemia da Covid-19, con la misurazione della temperatura corporea agli ingressi, funge da monito per evitare errori simili.

Secondo l'analisi del sindacato autonomo, l'implementazione deve essere studiata per scongiurare controlli illegittimi o eccessivamente invasivi della privacy. Chi gestirà fisicamente i dispositivi? La proposta verte sull'utilizzo di personale scolastico adeguatamente formato o, preferibilmente, di operatori qualificati esterni, in grado di condurre le verifiche con professionalità. Nelle scuole "di frontiera", o in quelle considerate più a rischio, entra "insospettabilmente" di tutto: non solo lame, ma anche stupefacenti, alcol e tabacco. La retorica del "mondo ideale" deve lasciare spazio, secondo i dirigenti, a misure concrete che tutelino l'incolumità fisica di chi vive la scuola ogni giorno.

Il precedente di Napoli e l'esperienza del "Marie Curie"

Esistono realtà scolastiche in Italia dove il futuro ipotizzato dal Ministero è già presente. È il caso dell'Istituto Marie Curie di Ponticelli, quartiere alla periferia est di Napoli. Qui, la dirigente scolastica Valeria Pirone ha anticipato i tempi, attivando controlli a campione con metal detector già da due anni, in seguito a un tavolo tecnico con il prefetto di Napoli, Michele di Bari.

L'esperienza napoletana dimostra che la misura, seppur drastica, ha una forte valenza deterrente. La preside Pirone sostiene fermamente che se tali dispositivi riescono a scoraggiare anche un solo studente dal portare un coltellino in tasca, l'investimento in termini di sicurezza è giustificato. In un contesto dove la prevenzione educativa a volte non basta, la tecnologia diventa un alleato indispensabile per evitare che le liti tra adolescenti — come quella scaturita per gelosia a La Spezia — degenerino in fatti di sangue irreparabili.

Domande Frequenti (FAQ)

Chi gestirà i metal detector nelle scuole? Secondo la proposta dei sindacati come Dirigentiscuola, i controlli dovrebbero essere affidati a personale scolastico formato o a operatori qualificati esterni, per garantire efficienza e rispetto delle procedure.

I metal detector saranno obbligatori in tutte le scuole? Al momento, la discussione verte sull'installazione dei dispositivi principalmente nelle scuole a rischio o in contesti dove si sono verificati episodi di violenza, non necessariamente in tutti gli istituti italiani.

Quali sono le critiche principali all'uso dei metal detector? Le preoccupazioni riguardano principalmente il rallentamento delle operazioni di ingresso (simile a quanto avvenuto durante il Covid), la tutela della privacy degli studenti e il rischio di militarizzare l'ambiente educativo.

Cosa rischiano le famiglie degli studenti armati? I dirigenti scolastici chiedono l'applicazione di sanzioni per la "culpa in educando", ritenendo le famiglie responsabili civilmente per il mancato controllo e l'educazione dei propri figli.

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