Sicurezza scuole, Frassinetti: stop patente e multe alle famiglie dei minori in possesso di armi da taglio
Nuove misure del Governo contro la violenza giovanile: previste revoca dei documenti e sanzioni per le famiglie.
Il Sottosegretario Frassinetti delinea il nuovo pacchetto sicurezza: in arrivo sanzioni amministrative severe, dalla sospensione della patente alle multe per i genitori, per contrastare l'uso di armi da taglio tra i minori.
Sicurezza scuole e armi: le nuove sanzioni amministrative
L'urgenza di un intervento legislativo strutturale scaturisce da una cronaca sempre più cruenta, culminata nel tragico omicidio avvenuto all'istituto professionale Domenico Chiodo della Spezia. In quel frangente, la morte del diciannovenne Abanoub Youssef, colpito da un fendente di 22 centimetri, ha reso ineludibile un giro di vite normativo. Intervenendo alla trasmissione "Timeline" su Sky TG24, il Sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha illustrato i dettagli del provvedimento attualmente al vaglio del Consiglio dei Ministri.
Il cuore della proposta risiede nell'introduzione di sanzioni amministrative di forte impatto per i minorenni sorpresi in possesso di armi da taglio. La misura più emblematica riguarda la sospensione della patente di guida: un deterrente pensato per colpire una fascia d'età in cui l'autonomia di movimento, garantita da ciclomotori e minicar, rappresenta uno status symbol fondamentale. Il dispositivo normativo non si limita ai soli cittadini italiani; per gli studenti stranieri coinvolti in episodi di violenza o possesso d'armi, si prospetta infatti la revoca del permesso di soggiorno o la sospensione del passaporto. Si tratta di un approccio che mira a estirpare la consuetudine, purtroppo sempre più diffusa, di circolare armati anche all'interno degli istituti scolastici, considerati non più santuari educativi ma specchi fedeli delle tensioni sociali esterne.
Estensione dell'ammonimento del Questore e aree a rischio
Il pacchetto sicurezza ridisegna anche i confini della prevenzione di polizia. L'istituto dell'ammonimento del Questore, finora riservato a specifiche fattispecie, vedrà un ampliamento significativo sia in termini geografici che anagrafici. Le autorità hanno identificato zone sensibili come stazioni della metropolitana, parchi pubblici e i perimetri degli edifici scolastici come teatri preferenziali per le aggregazioni giovanili violente.
La riforma prevede l'applicabilità dell'ammonimento anche per la fascia d'età compresa tra i 12 e i 14 anni, coprendo reati quali lesioni personali, rissa, violenza privata e minacce, aggravati dall'uso di strumenti atti a offendere. Questa modifica normativa suggerisce una presa di coscienza da parte delle istituzioni: l'età della devianza si è abbassata e gli strumenti di contrasto devono adattarsi a questa nuova realtà sociologica, intervenendo prima che il disagio sfoci in criminalità organizzata o violenza endemica.
Responsabilità genitoriale e la cultura del rispetto
Un pilastro fondamentale del decreto riguarda il coinvolgimento diretto delle famiglie, spesso assenti o impotenti di fronte alle derive dei figli. Viene introdotta una specifica responsabilità genitoriale che si traduce in sanzioni pecuniarie variabili tra i 200 e i 1.000 euro. Tale ammenda colpirà i genitori o i tutori che non riusciranno a dimostrare di aver fatto tutto il possibile per impedire il fatto, richiamando il principio giuridico della culpa in vigilando.
Tuttavia, come sottolineato da Paola Frassinetti, la repressione da sola non è sufficiente senza un'alleanza educativa tra scuola e famiglia. Il contesto temporale di queste dichiarazioni non è casuale: il 20 gennaio si celebra la Giornata del Rispetto, istituita dalla legge 70 del 2024 in memoria di Willy Monteiro Duarte. La ricorrenza serve a ribadire che la sicurezza non è solo questione di metal detector o decreti, ma di una cultura della non violenza che deve permeare le relazioni tra compagni di classe. L'esperienza insegna che le sanzioni possono arginare l'emergenza, ma solo la presenza costante e autorevole delle figure adulte può disinnescare la rabbia sociale che armi la mano dei giovanissimi.