Sicurezza sul lavoro: oltre 1000 vittime nel 2025, dati Inail

Il rapporto Inail segnala un aumento di denunce e decessi in agricoltura e manifatturiero. Preoccupano i numeri della sicurezza sul lavoro.

13 gennaio 2026 09:00
Sicurezza sul lavoro: oltre 1000 vittime nel 2025, dati Inail - Sicurezza nei luoghi di lavoro
Sicurezza nei luoghi di lavoro
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Il nuovo bollettino statistico diffuso dall'Inail traccia un quadro preoccupante per la sicurezza sul lavoro in Italia. Nei primi undici mesi del 2025 è stata superata la soglia psicologica delle mille vittime, evidenziando una recrudescenza del fenomeno infortunistico sia nei luoghi di produzione che durante gli spostamenti.

Infortuni sul lavoro: il tragico bilancio delle vittime

L'analisi dei flussi informativi rivela una tendenza al rialzo che non accenna a placarsi. Nel periodo compreso tra gennaio e novembre 2025, le denunce complessive di infortunio mortale pervenute all'Istituto sono state ben 1.002. Scendendo nel dettaglio, i decessi avvenuti strettamente in occasione di lavoro sono saliti a 729, segnando un incremento dell'1% rispetto alle 722 vittime censite nell'analogo arco temporale del 2024. Ancora più marcata appare la crescita dei casi mortali in itinere, ovvero quegli incidenti che si verificano lungo il tragitto casa-lavoro: le segnalazioni sono state 273, con un aumento del 3,4% rispetto all'anno precedente. Parallelamente, anche il volume totale delle denunce di infortunio, comprese quelle non letali, ha subito un'accelerazione, attestandosi a quota 476.898.

Agricoltura e manifatturiero: i settori più colpiti

Esaminando la distribuzione settoriale, emerge come l'incremento della mortalità non sia omogeneo, ma concentrato in specifici ambiti produttivi. Se da un lato la gestione Industria e Servizi mostra una lieve flessione, scendendo da 624 a 618 casi, altri comparti registrano dinamiche opposte. In particolare, si evidenzia un peggioramento nei seguenti settori:

  • Agricoltura: i decessi passano da 90 a 102.

  • Attività manifatturiere: le denunce mortali salgono da 94 a 108.

  • Commercio: si registra un aumento da 51 a 61 vittime.

  • Conto Stato: i casi passano da otto a nove.

Anche le malattie professionali seguono un trend ascendente: le patologie di origine lavorativa denunciate sono state 90.288, con una crescita a doppia cifra pari al 10%.

Demografia delle vittime: genere, età e provenienza

Sotto il profilo demografico, l'emergenza colpisce in modo preponderante la componente maschile della forza lavoro. Le denunce di infortunio mortale tra gli uomini sono lievitate da 678 a 693, mentre per le lavoratrici si osserva una contrazione del fenomeno, con i casi scesi da 44 a 36. L'analisi per fasce d'età evidenzia come l'incremento della mortalità si concentri drammaticamente tra i lavoratori "esperti", quelli compresi tra i 40 e i 59 anni, che passano da 380 a 420 vittime. Al contrario, si nota un calo sia tra i giovani under 40 (da 130 a 120) che tra i lavoratori più anziani, gli over 59, dove i decessi scendono da 210 a 189. Cresce, infine, il tributo di sangue pagato dai lavoratori stranieri, le cui denunce mortali salgono da 164 a 171.

Incidenti scolastici: l'andamento tra gli studenti

Un capitolo a parte merita la sicurezza all'interno degli istituti scolastici. Le denunce di infortunio riguardanti gli studenti delle scuole pubbliche e private sono state 74.050, registrando un aumento del 5,5% rispetto all'anno precedente. Tuttavia, un segnale parzialmente positivo arriva dai percorsi di "formazione scuola-lavoro" (ex alternanza), dove gli incidenti sono calati del 7,2%, fermandosi a 1.741 casi. La maggior parte degli eventi lesivi (97%) avviene durante le attività didattiche, mentre solo una quota residuale riguarda il tragitto casa-scuola. A livello territoriale, la Lombardia detiene il primato negativo per numero assoluto di denunce, seguita da Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Tre infortuni su quattro coinvolgono giovanissimi al di sotto dei 15 anni, con una prevalenza degli studenti maschi (58%) rispetto alle femmine (42%).

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