Smartphone a letto: allarme sonno per il 90% dei giovani
L'analisi di Ferini-Strambi sui dati del Ministero: l'uso notturno dei device causa ansia, deficit cognitivi e calo delle difese immunitarie.
L'abitudine diffusa di portare lo smartphone a letto sta minando il riposo delle nuove generazioni. Nell'ambito dell'iniziativa ministeriale, gli esperti del San Raffaele evidenziano come l'esposizione notturna agli schermi causi gravi ripercussioni psicofisiche, scolastiche e una marcata difficoltà al risveglio.
I dati sulla dipendenza digitale tra gli studenti
La recente campagna di sensibilizzazione denominata “Il Nemico Invisibile”, promossa attivamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha acceso i riflettori su una problematica sempre più radicata nel tessuto sociale odierno. Al centro del dibattito vi è la dipendenza digitale, un fenomeno analizzato con preoccupazione da Luigi Ferini-Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Le rilevazioni statistiche offrono uno spaccato inquietante delle abitudini serali degli adolescenti italiani: una quota pari al 90% dei ragazzi utilizza i dispositivi mobili una volta coricatisi, mentre oltre il 70% lamenta significative difficoltà nel risveglio mattutino. Tali comportamenti non rappresentano episodi isolati, ma si inseriscono in una routine consolidata che il portale istituzionale “Adesso lo sai” mira a scardinare attraverso una corretta informazione.
Impatto cognitivo e rischi per il sistema immunitario
L'utilizzo protratto di tablet e cellulari nelle ore serali innesca un circolo vizioso che altera i ritmi circadiani fisiologici. Secondo l'analisi clinica, l'esposizione alla luce blu degli schermi ritarda la fase di addormentamento, riducendo drasticamente il tempo effettivo dedicato al riposo. Questa privazione cronica non è priva di conseguenze: la carenza di sonno si manifesta il giorno seguente con evidenti deficit dell’attenzione, compromettendo sia il rendimento scolastico che le performance sportive. Oltre alle ripercussioni cognitive, si osserva un impatto deleterio sulla salute mentale, con l'insorgenza di disturbi d’ansia e instabilità dell'umore. Non meno rilevante è l'effetto sul piano fisico: un riposo insufficiente indebolisce il sistema immunitario, rendendo l'organismo dei giovani maggiormente suscettibile alle malattie infettive e virali.
Carenza di sonno: le statistiche allarmanti
Per comprendere appieno la portata del fenomeno, è utile esaminare nel dettaglio i numeri emersi dalle ricerche scientifiche citate dall'esperto. La quantità di ore dormite dagli studenti italiani risulta essere largamente inferiore agli standard raccomandati dalla comunità medica internazionale per la fascia d'età adolescenziale. Di seguito i dati principali emersi dall'indagine:
Oltre il 60% degli studenti in età scolare riposa meno di 9 ore per notte.
Circa il 40% degli adolescenti non raggiunge nemmeno la soglia minima delle 8 ore di sonno.
Il 40% dei ragazzi evidenzia problemi specifici nella fase di addormentamento correlati all'uso di strumenti digitali.
Queste cifre testimoniano come la tecnologia, se non gestita correttamente, stia erodendo il tempo necessario al recupero psicofisico, fondamentale per lo sviluppo armonico dei ragazzi.
Strategie preventive ed educazione all'uso dei device
Per arginare questa tendenza, il primario del San Raffaele suggerisce l'adozione di regole domestiche precise, prima fra tutte l'eliminazione del cellulare dal comodino. La semplice presenza del dispositivo accanto al letto, infatti, espone l'utente a notifiche sonore o luminose che provocano micro-risvegli, frammentando la continuità del sonno e impedendo il raggiungimento delle fasi profonde, essenziali per la rigenerazione cerebrale. Tuttavia, la responsabilità non ricade esclusivamente sui giovani. L'esperto richiama l'attenzione sul ruolo educativo degli adulti e sulla necessità di dare il buon esempio: i genitori dovrebbero astenersi dall'uso di smartphone almeno nell'ora precedente il sonno. L'obiettivo della campagna non è la demonizzazione della tecnologia, bensì la promozione di una cultura del benessere che permetta ai ragazzi di vivere le proprie passioni con l'energia necessaria.