Studenti iraniani bloccati: l'appello di SGS al MUR

Mucci chiede proroghe e flessibilità per gli studenti iraniani impossibilitati a partire a causa delle violenze e del blocco dei voli.

A cura di Redazione Redazione
20 gennaio 2026 14:00
Studenti iraniani bloccati: l'appello di SGS al MUR - Ado Mucci
Ado Mucci
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La grave crisi politica e sociale in corso sta impedendo a molti studenti iraniani di raggiungere l'Italia. Il sindacato SGS sollecita interventi urgenti da parte del mondo accademico per garantire il loro diritto allo studio e non vanificare i visti già ottenuti.

Studenti iraniani, Mucci (SGS) scrive al MUR e alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

“Un gruppo di studenti iraniani ammessi a frequentare le università italiane, a  causa delle violenze in corso in Iran, sono bloccati e non riescono a partire per l’Italia”. Nei giorni scorsi, un gruppo di studenti iraniani, dopo aver completato tutte le procedure amministrative previste, sono riusciti a ottenere il visto per motivi di studio per l’Italia. - scrive Mucci - Tuttavia, a causa dell’insorgere di condizioni critiche in Iran, tra cui la cancellazione dei voli internazionali, l’interruzione di internet e il conseguente isolamento completo del Paese.

Per gli studenti è divenuto impossibile lasciare l’Iran – dichiara Mucci - e raggiungere tempestivamente le università di destinazione. SGS ha scritto al MUR e alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane chiedendo una proroga dei termini, per permettere agli studenti di iniziare comunque il percorso di studi in Italia per non perdere una  importante opportunità.

SGS ha chiesto la proroga delle scadenze per l’immatricolazione, la presenza fisica e l’inizio del percorso di studi; l’introduzione di una maggiore flessibilità nelle scadenze relative alla registrazione e alla presentazione delle domande di borsa di studio; la possibilità di immatricolazione tardiva o di immatricolazione condizionata. Siamo certi che le istituzioni accademiche italiane, valuteranno questa richiesta con grande sensibilità conclude il dirigente sindacale.

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