Suicidio Paolo Mendico: la difesa della preside sospesa

La dirigente sanzionata respinge le accuse di omessa vigilanza sul suicidio Paolo Mendico e denuncia un clima di accanimento mediatico.

26 gennaio 2026 08:30
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Arrivano le sanzioni per il suicidio Paolo Mendico: sospesa la dirigente del Pacinotti. A Il Messaggero, la preside nega la presenza di segnalazioni pregresse sul disagio del 14enne e definisce il provvedimento un duro colpo alla reputazione della scuola.

Le sanzioni disciplinari per il suicidio Paolo Mendico

L'onda d'urto provocata dalla tragedia avvenuta lo scorso 11 settembre non accenna a placarsi. Mentre il lavoro della magistratura prosegue per fare luce sulle denunce della famiglia riguardanti presunti episodi di bullismo, l'amministrazione scolastica ha calato la scure disciplinare sui vertici dell'istituto. L'Ufficio Scolastico ha infatti notificato i primi provvedimenti: la dirigente scolastica dell'istituto Pacinotti è stata sospesa dal servizio per tre giorni.

Non si tratta di una misura isolata, ma di un'azione che coinvolge l'intera catena di comando dell'istituto: sanzioni ben più pesanti hanno colpito la vicepreside, allontanata per venti giorni, e la responsabile di succursale, sospesa per dieci. In un'intervista rilasciata a Il Messaggero, la preside non ha nascosto la propria amarezza, definendosi incredula di fronte a quella che percepisce come un'ingiustizia professionale. "Questa sanzione mi lascia senza parole", ha dichiarato, sottolineando come il provvedimento vada a colpire proprio l'aspetto su cui la scuola ha investito maggiori energie negli ultimi anni: l'ascolto e il supporto alle fragilità degli studenti.

La difesa: nessuna segnalazione sul caso Mendico

Il nodo cruciale della difesa articolata dalla dirigente ruota attorno alla prevedibilità dell'evento. Secondo quanto riferito, il monitoraggio effettuato dall'istituto su tutte le classi non aveva fatto emergere criticità specifiche riguardanti il giovane. "Per quello che mi riguarda, su Paolo non c'era stata alcuna segnalazione", ha ribadito la preside, respingendo l'accusa implicita di mancata vigilanza. La dirigente rivendica con forza il lavoro svolto nel tempo, citando l'attivazione di sportelli di ascolto aperti anche alle famiglie e i riconoscimenti ottenuti per l'inclusione scolastica.

La sospensione viene quindi letta come un danno d'immagine incalcolabile per il Pacinotti, una struttura che ora si sente sotto assedio. La preside parla esplicitamente di "massacro" mediatico e professionale, non solo personale ma esteso all'intera categoria dei dirigenti scolastici, spesso lasciati soli a gestire complessità sociali enormi. A sostegno di questa tesi è intervenuta anche Roberta Fanfarillo della Cgil, che ha bollato la vicenda come la ricerca di un "capro espiatorio" facile da offrire all'opinione pubblica, piuttosto che un'analisi sistemica delle responsabilità.

Il clima al Pacinotti dopo il suicidio Paolo Mendico

All'interno delle mura scolastiche, l'atmosfera è descritta come surreale e dolorosa. La dirigente racconta di una dicotomia emotiva: da un lato, la solidarietà tangibile degli studenti che, nei giorni successivi alla notifica del provvedimento, si sono recati nel suo ufficio per manifestare vicinanza e affetto; dall'altro, lo smarrimento del corpo docente. Gli insegnanti appaiono "spaventati e traumatizzati", schiacciati dal peso di un dramma che ha scosso le fondamenta della comunità educante.

"La comunità scolastica è profondamente ferita", ammette la preside, evidenziando come la tragedia imponga una riflessione collettiva che va oltre le sanzioni amministrative. La conclusione affidata al quotidiano romano è un monito amaro: quando un quattordicenne decide di togliersi la vita, l'interrogativo deve riguardare tutti, non solo la scuola. La gestione del post-trauma si preannuncia complessa, con un istituto che deve tentare di ricostruire la normalità mentre i vertici sono costretti, seppur temporaneamente, a lasciare il timone.

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