Tor Vergata: Bernini contesta le rette per Medicina a Tirana

Il Ministero boccia i costi della sede albanese di Tor Vergata: convocato il rettore per rivedere la tassazione e garantire il diritto allo studio.

12 gennaio 2026 20:06
Tor Vergata: Bernini contesta le rette per Medicina a Tirana - La ministra Anna Maria Bernini
La ministra Anna Maria Bernini
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La Ministra Bernini è intervenuta con fermezza sulla controversia riguardante le elevate tasse richieste dall'ateneo di Tor Vergata per il corso di Medicina a Tirana. Convocato d'urgenza il rettore Levialdi Ghiron: il Ministero esige una revisione immediata dei costi, giudicati lesivi del diritto allo studio e incompatibili con l'istruzione pubblica.

L'intervento del MUR sul caso Tor Vergata

La vicenda dei 220 aspiranti camici bianchi, destinati alla sede distaccata in Albania per frequentare il cosiddetto "semestre filtro", si è rapidamente trasformata in un acceso scontro istituzionale. A seguito delle proteste delle famiglie e dell'attenzione mediatica suscitata, la Ministra dell’Università ha preso le distanze dalla gestione economica dell'ateneo romano. Anna Maria Bernini ha definito senza mezzi termini "sbagliata" la decisione di imporre un onere finanziario così gravoso agli studenti inseriti in una graduatoria statale. La titolare del dicastero ha sottolineato come tale approccio sia incoerente con le finalità stesse del sistema universitario pubblico, richiedendo un intervento correttivo non differibile sulla governance dell'istituzione accademica.

Incompatibilità con il diritto allo studio

Al centro del dibattito vi è la cifra di 9.650 euro richiesta per l'iscrizione, una somma equiparabile alle rette delle università private, ma applicata in un contesto di istruzione statale. Per affrontare la questione, la Ministra ha contattato telefonicamente il rettore Nathan Levialdi Ghiron, convocandolo presso il Ministero per un confronto diretto. La posizione del MUR è chiara: applicare un regime di contribuzione così oneroso viola i principi fondamentali di accessibilità all'istruzione. Secondo Bernini, il diritto allo studio deve essere garantito in modo uniforme a tutta la popolazione studentesca, a prescindere dalla dislocazione geografica della sede didattica frequentata, rendendo di fatto inaccettabile la disparità di trattamento economico per chi dovrà trasferirsi a Tirana.

Bocciata l'ipotesi della rateizzazione

Prima della discesa in campo del Ministero, l'ateneo di Tor Vergata e l'università partner "Nostra Signora del Buon Consiglio" avevano tentato di arginare il malcontento proponendo una modifica nelle modalità di versamento. La soluzione ipotizzata, tuttavia, non ha soddisfatto le aspettative governative, venendo etichettata come "un passo avanti troppo piccolo" e puramente formale. La proposta bocciata prevedeva la seguente scansione dei pagamenti:

  • Suddivisione dell'importo totale in tre tranche distinte.

  • Ogni rata avrebbe avuto un valore di poco superiore ai 3.216 euro.

  • Eliminazione dell'obbligo di versamento in un'unica soluzione all'atto dell'iscrizione. Per il Ministero, questa manovra non risolve il problema strutturale: serve una revisione sostanziale dell'importo, non una semplice dilazione temporale.

Il cortocircuito amministrativo e le graduatorie

Resta da chiarire la genesi burocratica che ha portato a tale situazione di criticità. Sebbene i posti disponibili per la sede albanese fossero già previsti nel decreto ministeriale emanato ad agosto, la reale entità dei costi è emersa con forza dirompente solo all'inizio di gennaio. È stato infatti con la pubblicazione della graduatoria nazionale l'8 gennaio che gli studenti si sono scontrati con la realtà delle spese da sostenere. Le informazioni, pur presenti sui portali istituzionali, non avevano sollevato allarme fino al momento effettivo dell'assegnazione, creando un paradosso in cui un decreto guidato dallo stesso Ministero si è scontrato con le logiche economiche dell'ateneo, rendendo necessario l'attuale intervento d'urgenza.

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