Venezuela, CNDDU apprezza le parole di Papa Leone XIV: diritti umani e stato di diritto per costruire la pace

Il CNDDU accoglie l'appello di Papa Leone XIV per il Venezuela: Stato di diritto e tutela dei poveri sono essenziali per garantire la pace.

04 gennaio 2026 19:00
Venezuela, CNDDU apprezza le parole di Papa Leone XIV: diritti umani e stato di diritto per costruire la pace  - Papa Leone XIV
Papa Leone XIV
Condividi

Il CNDDU analizza la situazione in Venezuela partendo dalle parole di Papa Leone XIV. È necessario difendere la dignità umana e lo Stato di diritto per superare la violenza strutturale e costruire un futuro di pace duratura basato sulla giustizia sociale.

Venezuela, l’appello di Papa Leone XIV: diritti umani e Stato di diritto come condizioni del futuro

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani accoglie con profondo senso di responsabilità civile e pedagogica le parole pronunciate da Papa Leone XIV, che ha dichiarato di seguire «con animo colmo di preoccupazione» l’evolversi della crisi in Venezuela. Non si tratta soltanto di un appello morale, ma di una lucida lettura della realtà: quando un popolo soffre, la politica è chiamata a interrogarsi sulle proprie fondamenta etiche e giuridiche.

Il richiamo del Santo Padre al primato del bene dell’amato popolo venezuelano rimette al centro una verità spesso dimenticata: la sovranità di uno Stato non è un concetto astratto né un baluardo difensivo contro le critiche internazionali, ma un esercizio quotidiano di responsabilità verso i cittadini. Essa trova la sua legittimità solo nel rispetto dello Stato di diritto, nella piena attuazione della Costituzione e nella garanzia effettiva dei diritti umani e civili, senza discriminazioni né eccezioni.

La violenza, evocata come deriva da superare, non è soltanto quella che si manifesta nelle piazze o nella repressione, ma anche quella più silenziosa e sistemica che nasce dalla povertà estrema, dall’insicurezza alimentare, dalla negazione dell’accesso alle cure, all’istruzione, al lavoro e alla partecipazione democratica. È una violenza strutturale che colpisce soprattutto i più deboli e che compromette in profondità il futuro delle giovani generazioni.

In questo scenario, parlare di giustizia e di pace significa andare oltre la logica dell’emergenza e del contingente. Significa promuovere processi autentici e inclusivi di dialogo, ricostruire la fiducia nelle istituzioni, riaffermare la separazione dei poteri e la centralità della legge come strumento di tutela dei diritti, non di controllo o di esclusione. Senza queste condizioni, ogni tentativo di stabilità rischia di rivelarsi fragile e illusorio.

Come docenti della disciplina dei Diritti Umani, sentiamo il dovere di ribadire che la crisi venezuelana non è una questione distante o estranea: essa interpella direttamente la coscienza della comunità internazionale e, in modo particolare, il mondo dell’educazione. La scuola è chiamata a formare coscienze critiche capaci di riconoscere le ingiustizie, di comprendere la complessità dei fenomeni politici e sociali e di assumere una posizione etica chiara: dalla parte della dignità umana, della legalità costituzionale e della pace.

L’attenzione speciale ai più poveri, indicata da Papa Leone XIV come criterio irrinunciabile, rappresenta il metro con cui misurare l’autenticità di ogni progetto politico e istituzionale. Dove i diritti dei più fragili vengono sacrificati, la sovranità si svuota di significato e la democrazia perde la propria sostanza.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che le istituzioni nazionali e sovranazionali operino con coerenza, responsabilità e rispetto del diritto internazionale, sostenendo percorsi che pongano realmente al centro la persona e il bene comune. Contestualmente, rinnova il proprio impegno educativo affinché la cultura dei diritti umani, della pace e della solidarietà non resti confinata alla dimensione teorica, ma si traduca in pratiche quotidiane di cittadinanza attiva e consapevole.

Solo trasformando la preoccupazione in responsabilità condivisa e l’appello in azione concreta sarà possibile contribuire alla costruzione di un futuro di collaborazione, stabilità e concordia che il popolo venezuelano, come ogni popolo, ha diritto di vedere realizzato.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail