Verona, indagini alla rete idrica della scuola: studenti intossicati dopo aver bevuto acqua dal rubiinetto
Sei ragazzi accusano disturbi dopo l'attività fisica. Il sindaco firma l'ordinanza urgente in attesa delle analisi sulla rete idrica.
Allarme in un istituto del Veronese: tre alunni finiscono al Pronto Soccorso dopo aver bevuto dai sanitari degli spogliatoi. Scattano i controlli dell'Ulss 9 e l'ordinanza di chiusura idrica per tutelare la salute pubblica in attesa dei campionamenti chimici e biologici.
Malore post-allenamento: la ricostruzione dell'accaduto
Un normale rientro negli spogliatoi dopo la lezione di educazione fisica si è trasformato in un episodio di allerta sanitaria presso una scuola media della provincia di Verona. Al termine dell'attività motoria, sei studenti hanno deciso di dissetarsi utilizzando l'acqua erogata da un rubinetto situato all'interno dei locali di servizio. Pochi istanti dopo l'ingestione, il gruppo ha iniziato a lamentare un malessere diffuso.
La situazione ha richiesto un accertamento medico immediato: tre dei giovanissimi coinvolti si sono recati presso il Pronto Soccorso locale per ricevere le cure del caso. Fortunatamente, come riportato dalle fonti mediche e ripreso da Il Gazzettino, il quadro clinico non ha destato gravi preoccupazioni. I sanitari hanno riscontrato una sintomatologia lieve, tanto che per alcuni dei ragazzi i disturbi erano già in fase di risoluzione al momento del triage ospedaliero. Nonostante l'esito rassicurante sotto il profilo clinico, l'episodio ha innescato una catena di protocolli di sicurezza indispensabili quando si tratta di salute pubblica in ambienti scolastici.
L'intervento dell'Ulss 9 e la sicurezza dell'acqua rubinetto scuola
Immediata è stata la reazione delle autorità competenti. L'Ulss 9 Scaligera ha diramato una nota ufficiale per chiarire i contorni della vicenda, definendo l'evento come "circoscritto". Dalle prime ricostruzioni epidemiologiche, infatti, non emergono altri casi tra la popolazione scolastica o il corpo docente, isolando il problema esclusivamente ai sei studenti che hanno usufruito di quella specifica fonte idrica.
Il SIAN (Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione), braccio operativo dell'azienda sanitaria per queste emergenze, ha prontamente inviato personale ispettivo presso l'edificio. L'obiettivo è verificare la conformità dell'acqua rubinetto scuola attraverso prelievi mirati. I tecnici stanno conducendo campionamenti rigorosi per escludere la presenza di agenti patogeni o contaminanti chimici nelle tubature che servono la zona degli spogliatoi, un passaggio cruciale per comprendere se si tratti di un problema strutturale dell'impianto o di un evento transitorio e localizzato.
Protocolli d'emergenza: il ruolo di Arpav e Acque Veronesi
In ottica di massima precauzione, il Sindaco, agendo in sinergia con i vertici sanitari, ha emanato un'ordinanza contingibile e urgente che impone il divieto d'uso dell'acqua all'interno del plesso scolastico. Tale misura amministrativa resterà in vigore fino a quando i laboratori non forniranno esiti certi sulla potabilità. Nel frattempo, istituto e famiglie dovranno affidarsi a fonti di approvvigionamento alternative.
La macchina dei controlli vede la collaborazione stretta tra diversi enti territoriali: oltre all'azienda sanitaria, sono stati attivati Acque Veronesi, ente gestore del servizio idrico integrato, e Arpav (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto). Questo approccio multidisciplinare è fondamentale per analizzare la rete idrica a 360 gradi, verificando non solo il punto di erogazione "incriminato", ma l'intera filiera di distribuzione interna all'istituto. Solo al termine di queste indagini incrociate sarà possibile revocare l'ordinanza e restituire la piena agibilità dei servizi idrici agli studenti.