Assistenti igienico-personali: 4.500 alunni ancora senza supporto

Gli assistenti igienico-personali crescono a 24mila unità, ma oltre 4.500 studenti con disabilità restano privi di questo servizio essenziale.

27 maggio 2026 15:30
Assistenti igienico-personali: 4.500 alunni ancora senza supporto -
Condividi

Ogni giorno, nelle scuole italiane, migliaia di bambini e adolescenti con disabilità affrontano un problema che nessuno vuole nominare. Hanno bisogno di andare in bagno. Hanno bisogno di qualcuno che li aiuti. E spesso, quella persona non c'è. Gli assistenti igienico-personali sono figure professionali che supportano gli alunni negli spostamenti, nell'accesso ai servizi igienici e nella cura quotidiana di sé. Secondo i dati ISTAT riferiti all'anno scolastico 2024/2025, il loro numero ha raggiunto quota 24mila. Un segnale positivo, ma non sufficiente: l'1,2% degli studenti con disabilità — oltre 4.500 ragazzi — ne avrebbe bisogno e non lo riceve.

Cosa fa un assistente igienico-personale

Non si tratta di una figura generica. L'ISTAT la definisce come un collaboratore scolastico con una formazione specifica. Il suo compito è concreto: accompagnare lo studente in bagno, gestire ausili come sollevatori o pannoloni, garantire igiene e riservatezza. Non basta avere qualcuno disponibile — serve qualcuno formato. La differenza è sostanziale, sia per la sicurezza dello studente sia per la sua dignità.

Senza questo supporto, le conseguenze sono immediate:

  • lo studente non può andare in bagno nei tempi giusti;

  • si rivolge a insegnanti o compagni in modo improvvisato;

  • in alcuni casi è costretto a trattenersi, con ricadute sulla salute.

Molte famiglie, per sopperire, entrano a scuola personalmente o pagano un operatore privato di tasca propria.

Il doppio problema della copertura incompleta

Il nodo non è solo numerico. C'è una questione strutturale che complica tutto: le responsabilità sono frammentate. Gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione dipendono dai Comuni. Gli assistenti igienico-personali sono invece spesso inquadrati come ausiliari delle scuole, con contratti discontinui e orari variabili.

Il risultato? Nessuno coordina, nessuno garantisce la continuità. L'ISTAT segnala che, sommando le due carenze — autonomia/comunicazione e igiene personale — si superano i 18mila alunni privi di una o entrambe le figure di supporto. Nei casi di disabilità grave, le due mancanze si sovrappongono spesso. E le conseguenze sono pesanti:

  • impossibilità di frequentare il tempo pieno;

  • esclusione dalle gite scolastiche;

  • ritiro dalla scuola o riduzione dell'orario su richiesta dei genitori.

Le differenze territoriali che aggravano il divario

La situazione non è uguale in tutta Italia. Al Sud, dove la spesa sociale dei Comuni è storicamente più bassa, la carenza di assistenti igienico-personali si somma a quella degli assistenti all'autonomia. Le liste d'attesa si allungano, le famiglie restano sole.

Al Nord, la situazione è mediamente migliore, ma non omogenea. In alcune province con alta concentrazione di alunni con disabilità grave, i posti non bastano. La differenza rispetto al Sud, in certi casi, è solo nella capacità di attivare risorse private o il volontariato — una soluzione che non può diventare la norma.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail