Bari, docente precaria licenziata dopo l'infortunio a scuola: Valditara esamina il caso
L'Inail riclassifica l'incidente della docente come malattia: superato il limite di assenze scatta la risoluzione del contratto. Il caso è al vaglio di Valditara.
Una docente precaria di Bari perde il posto dopo un incidente in classe riclassificato dall’Inail. Superato il limite di assenza, scatta il licenziamento: il caso, definito "kafkiano" dal legale della donna, è ora al vaglio del Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.
Dinamica dell'incidente e il paradosso della burocrazia scolastica
Quello che doveva essere un normale giorno di lezione in una scuola primaria della provincia di Bari si è trasformato nell'inizio di un calvario amministrativo per una insegnante di 49 anni. La cronaca riferisce di un evento accidentale ma traumatico: un alunno, perdendo l'equilibrio, è caduto dalla sedia travolgendo la docente. L'impatto ha causato danni fisici rilevanti, specificamente una frattura alla mano e lesioni ai legamenti del ginocchio, che hanno richiesto cure immediate.
Tuttavia, il vero ostacolo non è stato di natura medica, ma procedurale. Sebbene l'episodio sia avvenuto chiaramente durante l'orario di servizio e all'interno dei locali scolastici, l'iter di gestione della pratica ha subito una svolta inattesa. Inizialmente rubricato come infortunio sul lavoro, lo status dell'assenza è stato successivamente modificato. L'Inail, l'ente nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ha infatti respinto la richiesta di riapertura della pratica di infortunio, determinando una riclassificazione del periodo di astensione dal lavoro come "malattia comune". Questa sottigliezza tecnica ha innescato un meccanismo automatico fatale per il contratto della donna.
Il nodo delle supplenze brevi e la segnalazione a Giuseppe Valditara
La precarietà nel mondo della scuola nasconde insidie normative spesso ignorate finché non si verificano casi limite come questo. Per i docenti con contratti per supplenze brevi, il regolamento scolastico prevede tutele diverse rispetto al personale di ruolo. Il punto critico risiede nel limite massimo di assenze consentite per malattia: superati i 30 giorni, l'amministrazione ha la facoltà, e talvolta l'obbligo, di procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro.
Nel caso della docente barese, la chiusura della pratica Inail e il conseguente passaggio al conteggio dei giorni come malattia ordinaria hanno fatto scattare il superamento della soglia. Il risultato è stato il licenziamento in tronco, con l'aggravante dell'impossibilità di accettare nuovi incarichi per l'anno scolastico in corso. È a questo punto che è intervenuto l'avvocato Fabrizio Del Vecchio, del foro di Taranto, portando la questione direttamente sulla scrivania del Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa quanto sia sottile la linea che separa la tutela della salute dal rischio di perdere l'incarico, specialmente per chi non gode della stabilità del ruolo fisso.
La richiesta di tutele urgenti contro una situazione "kafkiana"
La missiva inviata al Ministero non è solo un atto formale, ma una denuncia di un cortocircuito normativo. L'avvocato Del Vecchio ha utilizzato un aggettivo pesante ma calzante: "kafkiana". La docente si trova infatti nella paradossale situazione di aver subito un danno psico-fisico nell'adempimento del proprio dovere e di ricevere, come risposta dallo Stato, non supporto, ma il benservito.
La richiesta avanzata al Ministro Valditara è duplice: da un lato si sollecita un riesame urgente della posizione dell'Inail per riconoscere la continuità dell'infortunio, dall'altro si invoca il ripristino delle garanzie contrattuali. "La mia assistita subisce la risoluzione del contratto e il mancato pagamento della retribuzione", sottolinea il legale, evidenziando come l'attuale applicazione delle norme finisca per penalizzare doppiamente il lavoratore fragile, vittima prima dell'incidente fisico e poi di quello burocratico.
Domande Frequenti (FAQ)
Cosa è successo alla docente precaria di Bari? La docente è stata licenziata dopo che un infortunio avvenuto in classe (causato dalla caduta di un alunno) è stato riclassificato dall'Inail come malattia comune, portando al superamento del limite massimo di assenze consentite per i supplenti brevi.
Perché è stato coinvolto il Ministro Valditara? L'avvocato della docente ha scritto al Ministro Giuseppe Valditara per denunciare il paradosso normativo e chiedere un intervento urgente che ripristini le tutele lavorative, definendo la situazione "kafkiana".
Qual è la differenza tra infortunio e malattia per un supplente? L'infortunio sul lavoro garantisce tutele più ampie e non erode il periodo di comporto (i giorni di assenza massimi conservando il posto). La malattia comune, invece, per le supplenze brevi ha un limite di 30 giorni, oltre il quale scatta la risoluzione del contratto.
Cosa chiedono i legali della docente? Chiedono che l'assenza venga nuovamente riconosciuta come infortunio sul lavoro e non come malattia, permettendo così alla docente di recuperare il posto di lavoro e la retribuzione persa.