Calendario scolastico, Snals avverte la ministra Santanchè: 'No a logiche di Mercato'

Serafini avverte: la revisione dei giorni di lezione non può seguire logiche di mercato ma deve garantire il benessere educativo.

24 gennaio 2026 17:00
Calendario scolastico, Snals avverte la ministra Santanchè: 'No a logiche di Mercato' - Elvira Serafini
Elvira Serafini
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Il dibattito sulla revisione del calendario scolastico si riaccende. Elvira Serafini (Snals Confsal) frena sulle modifiche dettate da esigenze esterne: priorità assoluta alla didattica e a infrastrutture adeguate, evitando disparità territoriali.

Revisione calendario scolastico: priorità alla pedagogia

La discussione ciclica sulla modifica delle date di inizio e fine delle lezioni non è una novità nel panorama dell'istruzione italiana, ma l'intervento dello Snals Confsal pone dei paletti imprescindibili. Elvira Serafini, segretario generale del sindacato, ha chiarito che qualsiasi ipotesi di ricalendarizzazione non può trasformare la scuola in una variabile dipendente da settori economici o turistici.

L'approccio deve rimanere rigorosamente focalizzato sulla missione istituzionale degli istituti: l'educazione. "Ogni proposta deve poggiare su criteri pedagogici", afferma la Serafini, sottolineando come la continuità didattica sia un valore da preservare contro le logiche di mercato. Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene che interrompere o prolungare i cicli formativi senza una ratio educativa rischia di frammentare l'apprendimento, specialmente in un contesto post-pandemico dove il recupero delle competenze è ancora una priorità.

Edifici inadeguati e clima: i limiti strutturali

Un punto cruciale sollevato dal sindacato riguarda la fattibilità tecnica di estendere le lezioni nei periodi più caldi dell'anno. La revisione del calendario scolastico si scontra, infatti, con la realtà fisica delle infrastrutture italiane. Gran parte degli edifici scolastici nel nostro Paese è vetusta e strutturalmente inadeguata a garantire il benessere degli studenti durante le ondate di calore estive, essendo spesso priva di impianti di climatizzazione o ventilazione idonei.

Serafini evidenzia come ignorare le "condizioni climatiche" significhi mettere a rischio la salute di alunni e personale scolastico. Inoltre, vi è il rischio concreto di creare una spaccatura nel Paese: senza un coordinamento centrale e investimenti mirati, si potrebbero generare profonde disparità tra le diverse Regioni, penalizzando i territori con strutture meno moderne o climi più torridi. L'equità territoriale deve rimanere, dunque, un faro per evitare scuole di serie A e scuole di serie B.

Dialogo aperto ma condizionato alla tutela del personale

Nonostante la fermezza sui principi, lo Snals Confsal non chiude la porta al confronto. L'apertura verso un dialogo costruttivo con i Ministeri competenti è confermata, ma a patto che le decisioni non calino dall'alto. La governance della scuola richiede che ogni scelta strategica sia condivisa con le comunità educanti e le organizzazioni sindacali.

Al centro del tavolo delle trattative, secondo il segretario generale, devono esserci la dignità del personale docente e ATA e la stabilità dei percorsi formativi. La scuola viene definita come un "presidio educativo essenziale per il Paese": una definizione che richiama la politica a una responsabilità maggiore, quella di investire risorse per mettere il sistema nelle condizioni di operare al meglio, piuttosto che limitarsi a spostare le date sul calendario per favorire flussi turistici destagionalizzati.

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