Carta del Docente: il Tribunale di Rovigo assegna 1.000 euro ai supplenti con spezzoni di cattedra

La Carta del Docente spetta anche ai supplenti con spezzoni di cattedra: il Tribunale di Rovigo condanna il Ministero al pagamento.

27 maggio 2026 15:00
Carta del Docente: il Tribunale di Rovigo assegna 1.000 euro ai supplenti con spezzoni di cattedra - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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La Carta del Docente non è un privilegio riservato ai soli insegnanti di ruolo. Lo conferma una recente sentenza del Tribunale del lavoro di Rovigo, che ha riconosciuto il diritto al beneficio anche a una supplente con orario settimanale ridotto. La docente lavorava solo 11 ore a settimana, ma il giudice non ha avuto dubbi: il Ministero dell'Istruzione deve pagare. Una decisione che apre le porte a migliaia di precari scolastici in tutta Italia.

Il caso di Rovigo: supplente vince in tribunale

Una insegnante precaria ha svolto supplenze annuali fino al 30 giugno per gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025. Il suo contratto prevedeva sole 11 ore settimanali, i cosiddetti "spezzoni di cattedra". Eppure il Tribunale di Rovigo le ha riconosciuto il diritto alla Carta del Docente, condannando il Ministero al pagamento di:

  • 1.000 euro come beneficio non corrisposto;

  • interessi legali calcolati dalla data di maturazione del diritto fino all'effettiva attribuzione, ai sensi dell'art. 1284, primo comma, del Codice Civile.

Il giudice ha ricordato che la docente svolgeva le stesse mansioni del personale di ruolo ed era soggetta ai medesimi obblighi formativi. Negare il beneficio era quindi illegittimo.

Corte di Cassazione e UE: una giurisprudenza consolidata

La sentenza di Rovigo non è isolata. Si inserisce in un percorso giuridico avviato dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea con l'ordinanza del 18 maggio 2022 (causa C-450/21) e confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023.

La Cassazione ha stabilito che l'art. 1, comma 121, della Legge 107/2015 va disapplicato perché contrasta con la clausola 4 dell'Accordo Quadro allegato alla direttiva europea 1999/70/CE. Quella norma limitava la Carta del Docente ai soli insegnanti di ruolo, escludendo i supplenti annuali e quelli fino al termine delle attività didattiche.

Il principio affermato è chiaro: anche i docenti precari hanno diritto allo stesso beneficio, e in misura piena.

Chi può fare ricorso e quanto si può recuperare

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, la sentenza di Rovigo conferma un orientamento ormai consolidato: «Pareri che ormai si allargano sempre più spesso anche ai supplenti con orario settimanale ridotto e a precari che stipulano contratti brevi e saltuari».

Chi rientra in queste categorie può agire legalmente per recuperare quanto non ricevuto. Le condizioni da verificare sono:

  • non essere passati oltre cinque anni dalla firma del contratto di lavoro;

  • aver svolto supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche;

  • non aver mai ricevuto la Carta del Docente per quegli anni.

L'importo recuperabile può arrivare fino a 3.500 euro più interessi, considerando più anni scolastici. Anief offre la possibilità di presentare ricorso gratuito con l'assistenza di legali specializzati in legislazione scolastica.

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