Concorso Inps: i posti a bando salgono a 1.695 unità

Il concorso Inps per funzionari cresce nei numeri: nuove sedi, requisiti e scadenze per presentare la domanda online.

01 luglio 2026 18:00
Concorso Inps: i posti a bando salgono a 1.695 unità - Concorsi
Concorsi
Condividi

Il concorso Inps cambia volto e apre nuove opportunità di lavoro stabile nella pubblica amministrazione. L'Istituto ha deciso di ampliare il numero di posizioni disponibili, portando il totale a 1.695 assunzioni nell'Area dei funzionari. Chi punta a un impiego pubblico trova più margini di riuscita, con posti distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Il concorso Inps aumenta i posti disponibili

La procedura era partita con la deliberazione numero 100 del 10 giugno 2026, che fissava a 1.024 le assunzioni previste. Con la delibera numero 108 del 24 giugno 2026, il Cda dell'Istituto ha deciso di incrementare in modo sensibile il bando, arrivando a 1.695 unità complessive. Le nuove risorse entreranno con un contratto a tempo indeterminato, un dettaglio che rende la selezione particolarmente appetibile per chi cerca stabilità lavorativa. Il rafforzamento del personale risponde all'esigenza di gestire un carico crescente di pratiche e servizi verso i cittadini, migliorando l'efficienza dell'ente su scala nazionale.

Come presentare la domanda online

L'invio della candidatura avviene esclusivamente in forma telematica, attraverso il Portale del Reclutamento InPA, raggiungibile all'indirizzo inpa.gov.it. Per accedere è necessario autenticarsi con Spid, Cie, Cns oppure eIDAS, dopo essersi registrati sulla piattaforma. La finestra temporale per l'invio della domanda è fissata in 30 giorni dalla pubblicazione ufficiale del bando, sia sul Portale InPA sia sul sito dell'Inps. Superato questo termine, il sistema blocca automaticamente ogni accesso alla procedura, rendendo impossibile presentare o modificare la candidatura. È consigliabile non attendere gli ultimi giorni utili per evitare imprevisti tecnici.

I requisiti richiesti dal bando

Per partecipare occorre possedere alcuni requisiti fin dalla scadenza della domanda, e mantenerli fino alla firma del contratto. Servono la cittadinanza italiana, oppure i titoli equivalenti previsti per i cittadini stranieri, la maggiore età, il pieno godimento dei diritti civili e politici e l'idoneità fisica alle mansioni previste. È necessaria anche una laurea tra quelle indicate nel bando: economia, giurisprudenza, scienze politiche, sociologia, comunicazione, psicologia, lettere, lingue, scienze dell'educazione e ingegneria gestionale rientrano tra gli ambiti ammessi. Vengono valutati pure eventuali titoli aggiuntivi, come una seconda laurea, un master o un dottorato, secondo la griglia di punteggio stabilita dalla commissione.

Prove scritte e criteri di valutazione

Il percorso di selezione prevede una prova scritta seguita dalla valutazione dei titoli. Se le domande superano quota 4.000, l'Inps potrà attivare una fase di preselezione con quesiti a risposta multipla su logica, comprensione del testo, ragionamento verbale, lingua inglese, competenze informatiche e cultura generale. La prova scritta misura sia le conoscenze tecniche sia le abilità operative del profilo ricercato, con domande su diritto del lavoro e della previdenza, legislazione sociale e organizzazione della pubblica amministrazione. Non manca una sezione dedicata a casi pratici, utile per misurare capacità decisionali e gestione delle priorità. La prova si considera superata con almeno 21/30 in ciascuna delle due sezioni.

Sedi disponibili e distribuzione dei posti

I 1.695 posti del concorso Inps sono distribuiti su diverse sedi regionali e direzioni centrali, con una concentrazione maggiore nelle grandi aree metropolitane:

  • Direzione Servizi al Territorio – Direzione Generale: 220 posti; DCM Roma: 215 posti; DCM Milano: 196 posti;

  • Lombardia: 190 posti; Emilia Romagna: 182 posti; Piemonte: 154 posti; Toscana: 148 posti;

  • Veneto: 96 posti; DCM Napoli: 90 posti; Liguria: 49 posti; Friuli Venezia Giulia: 36 posti;

  • Trentino Alto Adige: 35 posti; Lazio: 17 posti; Umbria: 12 posti; Abruzzo: 8 posti;

  • Sardegna, Valle d'Aosta: 6 posti ciascuna; Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia e Sicilia: 5 posti ciascuna.

La distribuzione riflette il peso demografico e amministrativo di ogni territorio, garantendo una presenza capillare in tutte le regioni italiane.

Segui tutti gli aggiornamenti di Scuolalink.it sul canale Telegram

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail