Educazione sessuale a scuola: la legge 104 e il nuovo consenso dei genitori a partire dal 7 luglio

La legge 104 del 2026 sull'educazione sessuale a scuola chiede il consenso scritto delle famiglie e vieta i progetti per infanzia e primaria

23 giugno 2026 13:00
Educazione sessuale a scuola: la legge 104 e il nuovo consenso dei genitori a partire dal 7 luglio - Educazione sessuale
Educazione sessuale
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L'educazione sessuale a scuola cambia volto. Dal 7 luglio entra in vigore la legge 104 del 9 giugno 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lunedì 22 giugno. Il testo prevede il consenso scritto e preventivo delle famiglie per le attività extracurricolari su sessualità e affettività, mentre esclude del tutto questi progetti dalla scuola dell'infanzia e dalla primaria.

Cosa prevede la nuova norma

La riforma si articola in tre articoli e ha avuto il via libera definitivo al Senato il 4 giugno. Il primo riguarda le scuole secondarie di primo e secondo grado, cioè medie e superiori. Prima di avviare un progetto su sessualità e affettività fuori dal programma obbligatorio, l'istituto deve chiedere il consenso dei genitori, o degli studenti se maggiorenni. La richiesta va presentata almeno sette giorni prima, con il materiale didattico allegato e l'indicazione di finalità, contenuti e modalità di svolgimento.

Il divieto per infanzia e primaria

Il punto più discusso tocca i più piccoli. La legge vieta ogni attività e progetto sui temi della sessualità nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. Restano valide le Indicazioni nazionali, che per questi gradi prevedono solo contenuti di base: anatomia, differenze biologiche e funzioni riproduttive. L'educazione sessuale in senso biologico continua quindi a essere spiegata nelle ore di scienze in ogni grado di scuola, senza bisogno di alcun consenso da parte delle famiglie.

Le parole del ministro Valditara

Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha respinto le critiche di chi parla di un passo indietro. Le sue parole: «non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l'educazione al rispetto, alle relazioni e all'empatia». Per la prima volta, poi, nei programmi di medie e superiori entrano contenuti sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Cosa fare se la famiglia dice no

E se i genitori non danno il via libera? Lo studente si astiene dall'attività, ma non resta senza far nulla. La scuola deve assicurare attività formative alternative, già comprese nel Piano triennale dell'offerta formativa. Queste alternative vanno comunicate alle famiglie insieme alla richiesta di consenso. In questo modo la disciplina dell'educazione sessuale a scuola tutela sia la libertà di scelta dei genitori sia il diritto allo studio di ogni alunno.

Gli esperti esterni e i compiti delle scuole

Il coinvolgimento di esperti, enti o associazioni non è automatico. Servono la delibera del collegio dei docenti e l'approvazione del consiglio di istituto. Il collegio deve fissare criteri di selezione basati su titoli, esperienza professionale o accademica e adeguatezza all'età degli alunni. Per le scuole il lavoro organizzativo è notevole: aggiornare il Patto educativo di corresponsabilità, preparare la modulistica per le famiglie e pianificare le attività alternative. Tutto senza nuovi costi per lo Stato.

Il testo della norma

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