Educazione sessuo-affettiva: artisti e intellettuali contro il nuovo provvedimento

La legge sull’educazione sessuo-affettiva introduce consenso scritto dei genitori e limiti più rigidi per i progetti scolastici.

09 giugno 2026 09:58
Educazione sessuo-affettiva: artisti e intellettuali contro il nuovo provvedimento -
Condividi

La nuova legge sull’educazione sessuo-affettiva cambia il modo in cui le scuole possono affrontare temi legati a sessualità, affettività e relazioni. Il provvedimento prevede il consenso informato scritto delle famiglie per le attività extracurriculari nelle scuole secondarie, mentre vieta del tutto questi percorsi nell’infanzia e nella primaria. La norma nasce con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il ruolo dei genitori, ma ha provocato forti critiche da artisti, intellettuali e associazioni, che la considerano un arretramento nella prevenzione della violenza di genere.

Educazione sessuo-affettiva e consenso dei genitori

La legge stabilisce che ogni progetto scolastico su educazione sessuo-affettiva, sessualità e affettività debba essere autorizzato in anticipo. Prima della firma, le famiglie devono ricevere informazioni chiare su obiettivi, contenuti, materiali, esperti coinvolti e qualifiche professionali. La richiesta va inviata almeno sette giorni prima dell’avvio delle attività. In caso di mancato consenso, la scuola deve offrire percorsi alternativi, inseriti nel Piano triennale dell’offerta formativa, evitando l’esclusione passiva degli studenti.

  • Consenso scritto obbligatorio

  • Materiali didattici consultabili prima

  • Attività alternative per chi non partecipa

Artisti e intellettuali contro la nuova legge

La reazione del mondo culturale è stata dura. Il Laboratorio Artistico della Fondazione “Una Nessuna Centomila” e oltre cento firmatari, tra cui Fiorella Mannoia, Pierfrancesco Favino e Alessandro Gassmann, hanno denunciato il provvedimento come un passo indietro. Secondo l’appello, limitare l’educazione sessuo-affettiva significa indebolire uno strumento utile per riconoscere stereotipi, prevenire discriminazioni e costruire relazioni rispettose. La preoccupazione principale riguarda il possibile effetto paralizzante sulle scuole, che potrebbero rinunciare ai progetti per evitare conflitti con le famiglie.

Prevenzione della violenza di genere e ruolo della scuola

Il dibattito riguarda soprattutto la violenza di genere, il rapporto tra adolescenti e web e l’accesso precoce a contenuti non adatti. I firmatari dell’appello ricordano che, senza percorsi educativi strutturati, molti giovani rischiano di cercare risposte online, dove informazioni scorrette o distorte possono influenzare la percezione del corpo, del consenso e delle relazioni. I sostenitori della legge, invece, parlano di maggiore trasparenza e di tutela della libertà educativa delle famiglie, ritenendo che la scuola non debba sostituirsi ai genitori su temi intimi e valoriali.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail